Da quando negli Anni ’40 la Willys divenne il veicolo dell’esercito americano, la parola “Jeep” è entrata prima nel vocabolario americano e poi in quello internazionale come sinonimo di veicolo fuoristrada. Ma da dove ha origine la parola “Jeep”?

Foto di gruppo di nove veicoli Jeep prodotti tra il 1944 e il 1993

Nel luglio 1940, le Forze Armate americane invitarono 135 costruttori a costruire un “veicolo leggero da ricognizione” che potesse prendere il posto delle motociclette e che rispondesse ad un lungo elenco di specifiche (tra le quali una capacità di carico di 272 kg, altezza inferiore a 91 cm e un motore in grado di assicurare una velocità tra 5 e 80 km/h).

Willys-Overland e American Bantam Car Manufacturing Company furono le uniche a dimostrarsi da subito interessate al progetto, ma presto si aggiunse anche Ford. Le tre Case produttrici entrarono così in competizione per aggiudicarsi il redditizio incarico governativo e costruirono prototipi per il collaudo a tempo di record. Ogni azienda consegnò all’Esercito il proprio prototipo e costruì 70 esemplari campione. Fu così che dopo collaudi e valutazioni l’Esercito americano scelse Willys e il suo Willys Quad, dando inizio alla leggendaria storia Jeep.

Per celebrare i 75 anni di storia, Jeep realizzerà l’esclusiva edizione speciale “75th Anniversary” per ciascun modello della gamma, disponibile nel primo trimestre 2016 e con specifiche ancora da decidere per il mercato italiano.

NASCITA DI UN MITO. MA PERCHÉ PROPRIO “JEEP”?
Con una serie di modifiche e di migliorie, Willys Quad divenne il modello MA e più tardi il modello MB. Per l’Esercito americano e per il mondo intero divenne più semplicemente Jeep. Secondo alcuni questo nome deriva dalla sigla “GP”, che nel gergo militare era l’abbreviazione di “General Purpose”. Altri sostengono invece che il veicolo prendesse il nome da “Eugene the Jeep”, un noto personaggio dei fumetti di Braccio di Ferro.

Qualunque sia la sua vera origine, la parola Jeep è entrata prima nel vocabolario americano e poi in quello internazionale come sinonimo di veicolo fuoristrada, e ancora oggi non manca chi per riferirsi a un fuoristrada usi la parola Jeep.

Willys-Overland produsse per l’Esercito americano più di 368.000 veicoli, ai quali se ne aggiunsero altri 277.000 prodotti su licenza da Ford. Da quel momento in poi, lo spartano e affidabile veicolo verde oliva divenne famoso per il suo contribuito alla vittoria nella Seconda Guerra Mondiale, al termine della quale Willys registrò il nome “Jeep” e decise di convertirlo in un fuoristrada adatto all’impiego nelle aziende agricole dando vita alla Universal Jeep per uso civile. All’epoca, una delle campagne pubblicitarie recitava: “Il sole non tramonta mai sulla forte Jeep” e l’azienda cominciò a fare in modo che il mondo sapesse che questo veicolo era stato creato da Willys.

PANORAMICA SULLA STORIA DEI VEICOLI JEEP A USO CIVILE

Jeep CJ-2A: 1945-1949
È la prima Jeep pensata per un impiego civile. Venne dotata di portellone posteriore, ruota di scorta montata lateralmente, fari di maggiori dimensioni, tappo del serbatoio esterno e di molti altri accessori che non erano presenti sulla precedente versione militare. Diverse caratteristiche della CJ-2A, come il motore da 2.195 cc, il cambio T-90A, il riduttore Spicer 18 e gli assali rigidi anteriori Dana 25 e posteriori Dana 23-2, furono utilizzati su molti altri modelli Jeep negli anni a venire.

Jeep Jeepster: 1948-1951
La Jeepster fu l’ultimo veicolo in stile Phaeton con carrozzeria aperta prodotto da una Casa automobilistica americana a utilizzare tendine laterali di protezione anziché finestrini. Inizialmente equipaggiata con motore “Go-Devil”, fu successivamente dotata di motore “Hurricane” da 2.638 cc a sei cilindri e non venne mai prodotta con la trazione integrale.

Jeep CJ-3A: 1949-1953
Era molto simile al suo predecessore, ma il parabrezza era un unico elemento e l’assale posteriore più robusto. Su questo modello era montato il motore originale a quattro cilindri L-Head.

Jeep CJ-3B: 1953-1968
Questa nuova versione presentava griglia frontale e cofano motore più alti rispetto alla precedente versione militare per ospitare il nuovo motore Hurricane a quattro cilindri di tipo F-Head. La versione CJ-3B restò in produzione fino al 1968 e fu realizzata negli Stati Uniti in 155.494 esemplari. Nel 1953, la Willys-Overland fu venduta a Henry J. Kaiser per 60 milioni di dollari. La Kaiser Company avviò un intenso programma di ricerca e sviluppo che aveva lo scopo di ampliare la gamma di modelli Jeep.

Jeep CJ-5: 1955-1983
Realizzato sulla base del modello M-38A1 utilizzato nel 1951 nella Guerra di Corea, era contraddistinto da paraurti anteriori arrotondati. Leggermente più grande del modello CJ-3B, aveva un passo più lungo e una maggiore lunghezza complessiva. Le migliorie al motore, agli assali, alla trasmissione e al comfort dei sedili resero il modello CJ-5 il mezzo ideale per un pubblico sempre più interessato ai fuoristrada. In oltre 30 anni, fu prodotto in più di 600.000 esemplari.

Jeep CJ-6: 1956-1975
Al modello CJ-5 venne affiancato un modello a passo lungo (50 cm in più) che, passo a parte, era quasi identico alla versione CJ-5 ma con un maggior spazio di carico e aveva anche una variante a cabina avanzata. AMC dotò i due modelli CJ-5 e CJ-6 di assali rinforzati, freni potenziati e battistrada più largo.

Nel 1965 fu presentato il nuovo motore V6 “Dauntless” che era disponibile a richiesta sui modelli CJ-5 con passo da 205 cm e sui modelli CJ-6 con passo da 256 cm. Questo motore aveva una potenza da 155 cv, quasi doppia rispetto a quella del normale quattro cilindri. Era la prima volta che un modello CJ era equipaggiato con un V6. A partire dal 1973, tutti i modelli CJ furono dotati invece di motore V8 da 4.981 cc o 5.899 cc di produzione AMC.

Jeep Pickup: 1947-1965
Un pickup con passo da 299 cm che non presentava modifiche significative. Si trattò del primo tentativo da parte di Willys-Overland di diversificare il marchio Jeep dalla serie CJ.

(Jeep) Willys Wagon: 1946-1965
Una station wagon con passo da 265 cm che rimase per molto tempo il modello preferito dagli appassionati. La trazione integrale fu introdotta nel 1949.

Jeep FC 150/170 Pickup: 1957-1965
I veicoli della serie Jeep Forward-Control erano sostanzialmente camion da lavoro: il modello FC 150 presentava un passo di 205 cm e il modello FC 170 di 262 cm. Nel periodo in cui furono prodotti i modelli non subirono modifiche sostanziali. Nel 1959 e nel 1960, tuttavia, alcuni modelli furono equipaggiati con assali rigidi anteriori e posteriori. Inoltre, alcuni modelli del 1959 erano disponibili con doppie ruote posteriori e cambio manuale a quattro velocità.

Jeep Wagoneer: 1963-1983
Fu il primo veicolo a trazione integrale dotato di trasmissione automatica, ed è considerato il predecessore dei moderni Suv. A richiesta erano disponibili sospensioni anteriori indipendenti. Nel 1973, Jeep fu il primo a proporre il Quadra-Trac, il primo sistema automatico di trazione integrale permanente, che sarebbe stato disponibile sui grandi camion e sulle station wagon.

Jeep Gladiator/Pickup serie J: 1963-1987
Come il Wagoneer, il Gladiator debuttò nel 1963 nelle versioni J-200 o J-300, con riduttore Dana 20 e assali anteriori e posteriori Dana 44. Il nome Gladiator fu abbandonato nel 1972.

Jeep Commando: 1967-1973
Veicolo con passo da 256 cm su cui erano montati il motore V6 “Dauntless” e assali rigidi posteriori Dana 27 e Dana 44. Nel 1971, furono prodotti meno di 100 esemplari dell’edizione speciale Commando Hurst. Un modello che divenne una delle Jeep preferite e più ricercate dai collezionisti.

Jeep Cherokee (SJ): 1974-1983
Il Cherokee a due porte era destinato a un pubblico più giovane rispetto al Wagoneer ed era stato costruito per il mercato dei veicoli ricreativi in continua espansione. Presentava griglia anteriore Gladiator e offriva diverse combinazioni di colori carrozzeria e possibilità di personalizzazione. Fu commercializzato come veicolo più adatto al fuoristrada rispetto al Wagoneer.

Jeep CJ-7: 1976-1986
Il CJ-7 rappresentò per Jeep il primo importante cambiamento progettuale. Presentava un passo leggermente più lungo di quello del CJ-5, adatto per poter accogliere un cambio automatico. Per la prima volta, era disponibile a richiesta un tetto in plastica stampato e portiere in acciaio. Le due versioni, con passo da 237 cm e da 212 cm furono prodotte fino al 1983, quando il calo della domanda del modello CJ-7 non lasciò ad AMC altra scelta se non quella di interrompere, dopo 30 anni, la produzione del modello CJ-5.

Jeep CJ-8 Scrambler: 1981-1985
Il modello Scrambler era simile al CJ-7, ma con passo più lungo. Noto a livello internazionale come CJ-8, era disponibile nelle versioni con tetto rigido o con capote in tela. Complessivamente, la produzione si fermò sotto le 30.000 unità, anche se si tratta di un modello ancora oggi molto apprezzato dai collezionisti.

Jeep Grand Wagoneer: 1984-1991
Con il Grand Wagoneer, Jeep ha introdotto il primo “Suv di lusso”, offrendo una combinazione unica di allestimenti disponibili di serie tra cui rivestimenti in pelle, climatizzatore, radio stereo AM/FM/CB, isolamento acustico e finiture esterne con effetto legno. Il Grand Wagoneer era equipaggiato con un motore V8 da 5,9 litri con potenza e coppia aumentate e offriva la maggiore capacità di traino del segmento.

Jeep Cherokee (XJ): 1984-2001
Si tratta del primo progetto interamente realizzato da AMC, nonché della prima nuova station wagon Jeep dai tempi della Wagoneer. La XJ combinava telaio e carrozzeria monoscocca. Le sospensioni anteriori “Quadra-Link” assicuravano la robustezza dell’assale anteriore, migliorando maneggevolezza e dinamica di guida, mentre la linea di montaggio robotizzata garantiva la qualità dell’assemblaggio e delle finiture.

Disponibile a due e a quattro ruote motrici (SelecTrac e CommandTrac “Shift on the fly”) e nella versione a quattro porte, il Cherokee ha dominato per anni il segmento di mercato di riferimento. Nel 1988 venne introdotta la versione Cherokee Limited, mentre la versione con motore I-6 da quattro litri fu lanciata nel 1989.

Jeep Wrangler (YJ): 1987-1996
Per rispondere alla maggiore richiesta di veicoli compatti a trazione integrale di una clientela che da un lato cercava ancora la praticità della serie CJ e dall’altro voleva anche tutti i “comfort” delle berline, l’AMC interruppe la produzione della CJ e presentò nel 1987 il modello Wrangler (YJ).

Pur avendo una carrozzeria scoperta simile alla CJ-7, la Wrangler aveva pochi componenti in comune con il celebre predecessore e dal punto di vista meccanico aveva più parti in comune con la Cherokee che con la CJ-7. Aveva fari dalla forma quadrata, utilizzati per la prima (e ultima) volta su questo modello, che fu costruito in oltre 630.000 esemplari.

Il 5 agosto 1987, dopo circa un anno dall’introduzione della Wrangler, la società American Motors Corporation fu venduta a Chrysler Corporation e il marchio Jeep entrò a fare parte della divisione Jeep/Eagle di Chrysler.

Jeep Comanche (MJ): 1986-1992
Costruito sulla stessa piattaforma del Cherokee e con un allestimento molto simile, questo pick-up fu dotato nel 1987 di un pianale lungo 1,83 m. Sui modelli successivi fu montata la trazione integrale Selec-Trac o Command-Trac.

Jeep Grand Cherokee (ZJ/WJ): 1993-2004
Il lancio della Grand Cherokee entrò negli annali della storia del marchio per l’eclatante ingresso attraverso il vetro del centro congressi del North American International Auto Show a Detroit il 7 gennaio 1992. Come primo Suv dotato di airbag sul lato conducente, segnò l’inizio di una nuova era per i Suv, introducendo anche nuovi standard di maneggevolezza e comfort di guida.

Jeep Wrangler (TJ): 1997-2006
Era molto simile alla CJ-7. La linea era volutamente retrò, ma con molte differenze dal punto di vista meccanico. Quasi l’80% dei componenti del veicolo era stato completamente riprogettato. Il modello TJ aveva sospensioni a quattro punti di attacco con molle elicoidali, simili a quelle di Grand Cherokee, e interni rinnovati, con airbag lato guidatore e lato passeggero.

Il modello TJ aveva conservato diverse caratteristiche classiche della produzione Jeep come i fari circolari, il parabrezza ripiegabile (adottato per la prima volta nel 1940) e le portiere smontabili, oltre alla possibilità di avere una capote in tela oppure un tetto rigido rimovibile.

Nel 2003 debutta la Wrangler Rubicon, il modello Jeep dal miglior allestimento mai realizzato. Questa versione si guadagnò il diritto di avere questo nome leggendario poiché era dotata di un pulsante che permetteva al conducente di bloccare gli assali anteriori e posteriori Dana 44, di un riduttore 4:1, di pneumatici da 32 pollici (81 cm) e di molti altri equipaggiamenti che non erano disponibili su nessuna Jeep prodotta fino ad allora. Nel 2004 venne introdotto il Wrangler Unlimited, la versione a passo lungo di Wrangler che assicurava 33 cm di spazio in più nel vano di carico e 5 cm in più di spazio per le gambe dei passeggeri posteriori.

Jeep Grand Cherokee (WK): 2005-2010
Completamente ridisegnato sulla base dei modelli ZJ/WJ, questo modello presentava una migliore tenuta su strada ed elevata maneggevolezza, motore V8 da 5,7 litri e gli allestimenti di classe superiore tipici di una vettura di lusso.

Jeep Wrangler e Wrangler Unlimited (JK): dal 2007 a oggi
Aggiungendo all’originale formula Jeep un nuovo telaio, un nuovo design degli esterni e degli interni, nuove motorizzazioni e numerose dotazioni per la sicurezza, il modello JK si presenta ulteriormente migliorato in termini di prestazioni.

Con un design inconfondibile e quattro porte, la JK Wrangler ha proiettato l’esperienza Jeep in una nuova dimensione. Grazie ad un abitacolo in grado di ospitare cinque passeggeri – una novità assoluta per la gamma Wrangler – e allo spazio di carico più ampio mai offerto su Wrangler, il modello Unlimited unisce capacità off-road alla praticità di un’auto per tutti i giorni.

Jeep Grand Cherokee (WK): dal 2011 a oggi
Con più di 4 milioni di esemplari venduti, nel 2011 Jeep ha perfezionato la formula cancellando con la nuova generazione di Grand Cherokee qualsiasi compromesso tra capacità stradali e fuoristradistiche. La nuova Grand Cherokee è pensata per ottime prestazioni sia su strada sia in 4×4, con un’ampia dotazione di sistemi di sicurezza e di comfort di bordo.

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