Secondi i dati dell’ultimo rapporto Aci-Istat relativo al 2016, diffuso quest’anno in largo anticipo grazie alla migliorata tempestività nella rilevazione, in Italia è aumentato leggermente il numero di incidenti stradali (+0,7%) ma viceversa è diminuito il numero delle vittime (-4,2%). Risultano in aumento anche i feriti (249.175 contro i 246.920 del 2015) e soprattutto i feriti gravi (+9%).

“Per la prima volta dopo due anni – commenta Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Aci – si registra una diminuzione significativa delle vittime sulle nostre strade. Evidentemente ci stiamo muovendo nella giusta direzione, anche se non bisogna mai abbassare la guardia. Impegno e investimenti per la sicurezza non sono mai sufficienti, come dimostra il sensibile aumento dei feriti gravi”.

“La sicurezza stradale è un tema di assoluta rilevanza sociale ed economica – afferma il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva -. L’analisi dei dati documenta l’efficacia di alcuni provvedimenti normativi. La nostra attenzione è ora rivolta agli effetti legati alla recente introduzione del reato di omicidio stradale, una valutazione ancora non presente nei dati diffusi oggi”.

Sempre più giovani vittime

La fascia d’età più a rischio resta quella dei giovani tra 20 e 24 anni (260 morti), seguono 25-29 e 45-49 per gli uomini (194 e 195) e 75-79 per le donne (62). Nel 2016, si sono registrate 10 vittime in più tra i bambini 0-14 anni (49 rispetto ai 39 dell’anno precedente) e una crescita consistente anche per la classe d’età 90 anni e oltre (+20%).

L’aumento dei morti ha riguardato in modo particolare i motociclisti (116, +10,5%) e i ciclisti (275, +9,6%). I più a rischio si confermano i pedoni e gli utenti a due ruote, che rappresentano quasi il 50% dei decessi (1.618 su 3.283).

Le cause degli incidenti

Se nel 2016 è aumentato il numero di incidenti in tutte le tipologie di strade (+2% in autostrada, +1,2% su strade extraurbane e +0,5% su strade urbane), di contro sono diminuiti morti e feriti in autostrada (-10,2% e -0,4%). Distrazione, mancata precedenza e velocità troppo elevata sono le prime tre cause di incidente (il 41,5% dei casi). Tra le altre cause più rilevanti ci sono anche la mancata distanza di sicurezza (21.780 incidenti), manovra irregolare (15.924) e comportamento scorretto del pedone (7.417).

Sulle strade di città la prima causa d’incidenti è il mancato rispetto di precedenza o semafori (17,4%), seguito dalla guida distratta (15%); sulle strade extraurbane, invece, i motivi principali sono guida distratta o andamento indeciso (19,6%), velocità troppo elevata (15,3%) e mancata distanza di sicurezza (14,7%).

Luglio il mese più pericoloso

Luglio si conferma il mese più pericoloso con il maggior numero di incidenti in tutti gli ambiti stradali (16.981), seguono maggio e giugno con 12.072 e 11.704 incidenti sulle strade urbane (4.074 e 4.036 su quelle extraurbane). Luglio ha anche il triste primato del maggior numero di vittime (367), seguono agosto per le strade urbane (150), e agosto e giugno per quelle extraurbane (188 e 182). Di notte si è verificato il 13% degli incidenti e si sono avuti circa il 25% dei morti; nelle ore serali del venerdì e del sabato si rischia di più.