Ivano Beggio, leggenda del motociclismo e papà di Aprilia, portata da piccola realtà sconosciuta a colosso mondiale, si è spento nella notte. Scomparso a 73 anni per l’aggravarsi della malattia, nel 1969 ereditò dal padre la piccola azienda di famiglia trasformandola in quello che conosciamo oggi. Nel 1998 fu insignito del titolo di “Cavaliere del lavoro” per aver portato Aprilia ad “elevatissimi livelli di innovazione tecnologico-produttiva”, facendo passare l’azienda da un fatturato di 7 miliardi di lire nel 1982 agli oltre 970 del 1997, dalle 50.000 moto prodotte nel 1991 alle 290.000 del 1997, e delle quali il 45% destinati all’export.

Ma sono tanti i premi e le onorificenze ricevute da Ivano Beggio, come “Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana” e due lauree ad honorem, una in ingegneria meccanica dall’Università di Pisa nel 1999 e una in economia aziendale dall’Università di Venezia Cà Foscari nel 2002. È stato anche presidente dell’Associazione degli Industriali della provincia di Venezia, ma soprattutto il papà dello Scarabeo e della RSV poi impegnata nel mondiale Superbike. Fu lui a lanciare piloti del calibro di Valentino Rossi e Max Biaggi, Gramigni, Locatelli, Melandri, Poggiali e molti altri. Questo il ricordo del presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani.

Il ricordo di Max e del Gruppo Piaggio

Per Roberto Colaninno, presidente e amministratore delegato del Gruppo Piaggio, di cui Aprilia fa parte dal 2004, “Ivano Beggio ha saputo unire alla competenza e al coraggio dell’imprenditore la creatività e la passione genuina per la moto. È stato un visionario anzitempo, e la combinazione straordinaria di questi fattori gli ha permesso di creare, praticamente dal nulla, una delle più belle storie dell’industria motociclistica italiana, dando vita a un sogno. Continuare a far correre e crescere il marchio Aprilia nel mondo è il modo migliore per onorarne il ricordo”.

Romano Albesiano, direttore sportivo di Aprilia Racing, lo ricorda così: “Bisogna pensare ai campioni che Aprilia ha fatto crescere, alle vittorie che ha collezionato, per capire l’importanza del progetto di Ivano Beggio. Pensare di sfidare in pista i giapponesi, andare a misurarsi contro i costruttori più grandi partendo da zero e alla fine vincere significa mettere insieme testa e cuore. Grandi capacità manageriali e tanto amore per il nostro mondo”.

Lo ricorda anche il campione del mondo Max Biaggi, che con Beggio e Aprilia ha iniziato la carriera nel 1992: “Ivano Beggio è stato parte della mia vita sportiva, una specie di padre nel racing. Mi ha dato fiducia e una moto competitiva quando dopo l’europeo vinto sempre su Aprilia, ero poco più che un ragazzino. La sua fu una scelta coraggiosa ma anche intelligente. E sono questi due aspetti che ricordo con più chiarezza di Ivano Beggio. Anche da questo sono arrivate le mie tante vittorie con Aprilia”.