Aiutare i rifugiati politi. Il programma di integrazione Porsche crea posti di lavoro

Dopo Daimler, anche Porsche ha sviluppato uno speciale programma di integrazione rivolto ai rifugiati politici. Un primo gruppo di 15 rifugiati, tra i 16 e i 38 anni, avrà infatti l’opportunità di qualificarsi per un apprendistato o un’assunzione diretta, potenzialmente anche nella stessa Porsche. Il programma di integrazione è focalizzato sull’apprendimento della lingua tedesca e l’acquisizione di competenze commerciali di base, ma si affiancano numerose misure volte a promuovere le conoscenze culturali dei rifugiati e la loro effettiva integrazione.

“Avevamo l’intenzione di sviluppare un programma completo che facilitasse in modo concreto l’integrazione e fornisse ai rifugiati prospettive di occupazione sostenibili e quanto più realistiche possibile”, Andreas Haffner, membro del comitato esecutivo Risorse Umane e Affari Sociali di Porsche.

I partecipanti all’anno di integrazione Porsche sono stati scelti in stretta collaborazione con le classi delle scuole commerciali Vabo di Stoccarda (lavoro di pre-qualificazione/occupazione mirata allo studio della lingua tedesca) e seguendo la speciale raccomandazione degli insegnanti delle scuole. Porsche ha lavorato a stretto contatto anche con l’Agenzia Federale del Lavoro, con il JobCenter e con il ministero dell’Integrazione e della Cultura del Baden-Württemberg, per studiare la struttura e il contenuto del programma di integrazione. Al termine della selezione, sono entrati nel programma dieci uomini e cinque donne provenienti da Eritrea, Siria, Pakistan, Afghanistan, Iran e Iraq.

“I rifugiati che sono arrivati, adesso sono qui. Dobbiamo accettarlo. Per contenere il flusso dei rifugiati, abbiamo bisogno di pace. Ma siamo ancora molto lontani dal raggiungere la pace nelle aree di crisi. Per questo dobbiamo integrare i rifugiati. Qui e ora, dobbiamo offrire loro lavoro e prospettive. Dobbiamo diventare i campioni del mondo di integrazione. Questo argomento riguarda tutta la nostra economia e posso solo incoraggiare altre aziende a partecipare”, Uwe Huck, presidente del Consiglio generale di fabbrica.