A quattro giorni dal disastro aereo di Madrid, nuovi incidenti che destano preoccupazione sulla sicurezza aerea.
Nei pressi della capitale di Kirghizistan un Boeing-737 della compagnia privata Itak-Air si è schiantato subito dopo il decollo dall’aeroporto Manas, a 30 chilometri da Bishkek, con una dinamica molto simile al disastro di Madrid. Per ora il numero delle vittime resta incerto (al momento 68) perchè il ministro delle Emergenze ha parlato di 25 sopravvissuti, tra cui il pilota, su 90 passeggeri a bordo, mentre il premier kirghizo Igor Chudinov ha detto che i superstiti sono <<molti meno>>. Tra le vittime ci sono anche 10 dei 17 giocatori della nazionale giovanile di pallacanestro. L’aereo era diretto a Mashhad, in Iran. <<C’è stato un problema di pressurizzazione della cabina e il pilota ha chiesto di tornare indietro>>, ha detto un portavoce dell’aeroporto, ma mentre l’aereo virava ha perso quota e si è schiantato al suolo. A bordo dell’aereo c’erano 83 passeggeri, tra cui 51 stranieri, e sette membri dell’equipaggio. Tra i superstiti c’è tutto l’equipaggio e tra i 22 cittadini kirghizi che hanno perso la vita ci sono anche due deputati. Il premier Igor Chudinov ha assicurato che l’aereo, fabbricato nel 1979, era in buone condizioni e il mese scorso aveva superato una revisione completa. Ma l’anno scorso l’Unione europea aveva messo al bando la compagnia kirghiza insieme a tutti i 23 vettori certificati dalle autorità responsabili della sorveglianza regolamentare della repubblica ex sovietica.
Nell’aeroporto di Manas è stato allestito un centro di crisi presieduto proprio da Chudinov. Tra le vittime, secondo la portavoce del governo, Rosa Daudova, sono stati identificati 24 kirghizi, cinque iraniani, un turco, tre canadesi, tre kazaki e un cinese. Per molti altri sarà necessario ricorrere all’esame del Dna perchè i corpi sono completamente carbonizzati. L’aeroporto di Manas, pubblicizzato dalle autorità kirghize come il piu’ moderno dell’Asia centrale, è in parte utilizzato dalle forze armate americane come base di rifornimento per le truppe in Afghanistan.
Dall’altra parte del mondo, in Guatemala, un aereo da turismo è caduto prendendo fuoco: 10 persone sono morte e 4 sono rimaste ferite. Le vittime sono 5 statunitensi e 5 guatemaltechi. L’aereo, decollato da Tablones, nel distretto di Chiquimula, e diretto a Città del Guatemala, è precipitato su una collina vicino a El Puente, nel distretto di Zacapa.
Un’avaria tecnica, invece, la cui la natura non è stata precisata, ha costretto un volo della Spanair (la stessa del disastro di Madrid) con 141 passeggeri a bordo, decollato da Barcellona e diretto a Lanzarote nelle Canarie, a cambiare rotta e ad effettuare un atterraggio imprevisto a Malaga, nel sud della Spagna.
Nessuna conseguenza per i passeggeri, che sono stati alloggiati in un hotel a Malaga, in attesa di ripartire alla volta delle Canarie, ma la paura è stata notevole.
Ieri sera un aereo della Air Dolomiti diretto a Bologna è rimasto a terra nell’aeroporto di Monaco di Baviera. Il velivolo della controllata Lufthansa aveva appena lasciato il terminal e si stava dirigendo verso la pista di decollo quando è uscito fumo dal carrello principale. L’aereo si è fermato immediatamente ed è intervenuta una squadra dei vigili del fuoco. I passeggeri sono stati imbarcati su altri voli.
La giornata nera per il trasporto aereo nelle repubbliche ex-sovietiche prosegue con uno Yak-40 della Saratov Airlines costretto, per “ragione tecniche”, ad un atterraggio di emergenza nello scalo di Saratov, sul Volga. Il velivolo era partito alle 19.30 locali alla volta di Mosca ed è stato costretto a tornare nell’aeroporto di partenza un’ora e 18 minuti più tardi. A bordo c’erano 29 persone. (ore 15:00)