Roma – Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha convocato i sindacati per lunedì 1 settembre alle 18,30, presso la sede del dicastero, in via Flavia <<al fine di avviare l’esame delle ipotesi di risanamento e di nuova organizzazione – come si legge in una nota del ministero -, nel primario interesse nazionale, delle attività attualmente gestite dalla società Alitalia e delle conseguenti iniziative di tutela attiva dei lavoratori>>.
Mauro Rossi però, segretario nazionale della Filt-Cgil, non è soddisfatto della convocazione al ministero del Welfare che, tra l’altro, specifica <<a noi non è ancora arrivata>>. Poi prosegue: <<Non vogliamo entrare in campo solo nella trattativa degli esuberi. Prima è necessario un confronto a tutto campo sul piano industriale. Dunque fino a quel momento non è possibile commentare nient’altro, compresi i numeri dati in tutta libertà dagli esponenti di governo, come quelli sugli esuberi. Quanto ad Air France – conclude – un alleato internazionale vale l’altro>>.
Anche il numero uno della Fit-Cisl, Claudio Claudiani, non è affatto tranquillo. <<Ci aspettiamo – spiega il sindacalista – di poter discutere del piano industriale, di cui gli esuberi devono essere soltanto il risultato finale. Andremo all’incontro per fare una ricognizione sugli strumenti disponibili e di quelli da mettere in campo per accompagnare la ristrutturazione. Il piano deve comprendere un progetto di protezione sociale, quindi quello che conta non sono i numeri ma le prospettive della neonata azienda. Il ritorno di Air France è sicuramente importante, un fatto che consentirà di realizzare significative sinergie industriali e commerciali. Il commissariamento, per come è stato costruito il piano, è stato un passaggio ineluttabile per segnare forte discontinuita>>.
Berlusconi, invece, parla del salvataggio di Alitalia come “scommessa vinta” dal Governo. <<L’unica alternativa era il fallimento – sottolinea il premier -. La nuova compagnia deve restare in mani italiane e il Governo non abbandonera nè i lavoratori nè gli azionisti che, però, dovranno affrontare sacrifici. L’esecutivo aveva il dovere di intervenire – spiega Berlusconi – e ha evitato la svendita ad Air France che il governo Prodi intendeva realizzare. Il nostro governo ha ereditato dal precedente diverse situazioni pesanti: conti pubblici, la tragedia dei rifiuti di Napoli e questa situazione irrisolta dell’Alitalia. Prodi aveva tentato senza riuscirci addirittura una svendita ad Air France, cioè alla compagnia di bandiera di un Paese principale concorrente nel settore del turismo. Soci esteri ce ne potranno essere, ma non in posizione di controllo. Insomma, la compagnia di bandiera deve restare in mani italiane. Il ridimensionamento di Alitalia – prosegue Berlusconi – sarà comunque inferiore a quello che ci sarebbe stato se si fosse andati avanti con la svendita ad Air France. Anche se, almeno all’inizio, ci sono dei sacrifici da fare. Nessuno però resterà a piedi. Il personale in eccedenza non sarà di certo abbandonato, perchè non è giusto che siano i singoli a pagare gli errori delle gestioni del passato>>.
E a proposito di tagli ed esuberi, nel decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri sono stati previsti ammortizzatori sociali per sette anni (4 di cassa integrazione e 3 di mobilità) per tutti i lavoratori Alitalia, a prescindere dall’età anagrafica, dalla collocazione geografica e dalla precedente fruizione di altri sostegni pubblici al reddito. (ore 10:00)

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