Saranno 3250 gli esuberi previsti in Alitalia. Il commissario straordinario, Augusto Fantozzi ha chiesto ai sindacati di chiudere il negoziato entro giovedì prossimo. Una scadenza, questa, confermata anche dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che pure in precedenza aveva indicato come data ultima della chiusura del negoziato il 14 settembre. Dallo stesso Sacconi arrivano però segnali positivi per i lavoratori della compagnia: «Sono convinto che alla fine gli esuberi saranno meno di 5mila» ha detto nel corso di un breve briefing a margine del tavolo governo-sindacati, in corso a Roma.
 Sacconi ha poi spiegato che «in questo momento il progetto non comprende le attività cargo. Si sta discutendo se questo settore sia opportuno che venga assunto nell’ambito della società, ma non ci sarà comunque problema per il proseguo dell’attività cargo. Ci sono infatti molti interessi e non si deve temere alcuna interruzione». Inoltre, secondo il ministro, ci sono buone prospettive di ricollocazione per gran parte del personale che sarà considerato in esubero dopo la fusione tra Alitalia ed Airone, vale a dire 3.250 lavoratori. E nel complesso la nuova società avrà 14.250 dipendenti. Di questi, però, sempre secondo quanto ha riferito Sacconi, 2.750 saranno addetti in outsourcing, cioè fuori dal perimetro dell’organico aziendale. In particolare, in outsourcing, secondo il piano predisposto da Cai, andranno 700 addetti ai servizi amministrativi di call center e di information technology, la cosiddetta zona grigia, 1.600 addetti alla manutenzione pesante e 450 addetti del settore cargo.

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