La rivoluzione Gelmini è già iniziata. Alcune norme, varate meno di un mese fa, sono in vigore. Altre, solo annunciate dal ministro dell’Istruzione, saranno messe a punto a partire dall’anno scolastico 2009/2010. Tra queste, quella che fa più discutere è l’introduzione del maestro unico, che è già contenuta nel decreto ma entrerà in vigore il prossimo anno. L’elenco delle novità con le quali dovranno fare i conti insegnanti e alunni che da oggi iniziano a tornare nelle classi è abbastanza lungo: alle disposizioni (tagli agli organici ed altro) contenute nel decreto legge 112, varato a tempo di record, si aggiungono le norme varate con la stessa forma (quella del decreto legge) proprio il primo settembre.

Maestro unico. Non è la sorpresa che i bambini troveranno subito in classe, ma è la disposizione prevista che, insieme al voto in condotta, ha suscitato più polemiche. Dal prossimo anno, lo prevede il decreto, sarà reintrodotto il maestro unico alle elementari. Dopo un periodo di 12 mesi in cui la novità verrà sperimentata sulle prime classi, la riforma entrerà a regime gradualmente.

Voto in condotta. Già da quest’anno, nelle scuole secondarie di primo e secondo grado (alla scuola media e al superiore) si ritorna alla valutazione della condotta come elemento che può determinare la bocciatura. Agli alunni di medie e superiori, che durante l’anno dovessero macchiarsi di particolari comportamenti, in sede di scrutinio i professori possono appioppare un 5 in condotta che determinerebbe l’automatica bocciatura. Non si tratta di un vero e proprio ritorno alle norme “ante Statuto delle studentesse e degli studenti” (prima bastava ricevere 7 in condotta per essere bocciati) ma senza dubbio di un giro di vite.


Voti all’elementare e alla media. Dopo oltre 30 anni, alla scuola elementare (primaria) e alla media si ritorna alla valutazione espressa in decimi come ai “vecchi tempi”: 6, 7 e così via fino al 10. Alla scuola elementare il voto sarà sempre accompagnato da un giudizio “sul livello globale di maturazione raggiunto dall’alunno”, alla media spariscono i giudizi e si passa ai voti. Per essere promossi all’anno successivo bambini e ragazzini dovranno ottenere almeno 6 in tutte le discipline.

Cittadinanza e Costituzione. Sin dalla più tenera età a tutti gli alunni italiani, dalla materna alle superiori, verranno fornite le conoscenze e le competenze relative a “Cittadinanza e Costituzione”. Il nuovo argomento che amplia la vecchia Educazione civica non è una disciplina aggiuntiva vera e propria ma si colloca, sfruttando le relative ore di insegnamento, “nell’ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse”. Come dire: più diritti e doveri e meno storia e geografia.

Assenze per malattia. Cambia la procedura per giustificare le assenze per malattia di tutti i dipendenti pubblici, e quindi anche per il personale della scuola. E per periodi inferiori ai dieci giorni scatta la decurtazione dello stipendio. Per assenze superiori a dieci giorni e, comunque, dal terzo “evento di malattia in poi” l’assenza sarà giustificata “esclusivamente mediante certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria pubblica”. Ma il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, ha precisato che il certificato del medico (convenzionato con il Servizio sanitario nazionale) di famiglia è da considerare valido comunque. In ogni caso, scatta la visita fiscale anche per assenze di un solo giorno e le fasce orarie di reperibilità si ampliano: dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20.

Norme sugli esami di Stato. Dal prossimo mese di giugno, saranno ammessi agli esami di maturità soltanto gli studenti che avranno riportato una valutazione positiva in tutte le discipline (fino alla scorsa tornata i prof potevano ammettere anche ragazzi con una o più insufficienze e con i ‘debiti’ ancora pendenti) e che abbiano saldato tutti i debiti pregressi. Cambia anche la distribuzione del punteggio: al credito scolastico andranno 25 punti, anziché 20, e al colloquio 30 punti al posto dei 35 previsti finora. Il punteggio totale, con i 45 degli scritti, rimane di 100 punti.

“Patto educativo di corresponsabilità” e regolamenti d’istituto. Nelle prime due settimane di settembre le scuole dovranno adeguare i relativi regolamenti d’istituto alle norme “antibullismo” varate lo scorso mese di novembre dal governo Prodi. I regolamenti interni dovranno individuare cosa si intende “per mancanze disciplinari” e le relative sanzioni (si può arrivare allontanamento fino alla fine dell’anno e alla bocciatura). Occorre definire, altresì, gli organi competenti a comminare le sanzioni e il procedimento di irrogazione delle stesse. Inoltre, si dovranno stabilire le “procedure di elaborazione condivisa e sottoscrizione del Patto educativo di corresponsabilità” fra scuola e famiglia che, in caso di gravi inadempienze dell’alunno, potrà essere chiamata a risarcire i danni provocati dal figlio, a scuola e durante le gite scolastiche.

La carta IoStudio. Tra le novità che dovevano partire proprio da quest’anno c’era la card “IoStudio” che consentirà allo studente di ottenere sconti sui prezzi dei libri di testo, di viaggiare in treno spendendo meno, di entrare gratuitamente nei musei, di assistere alla proiezione dei film fruendo di agevolazioni al botteghino, per citarne alcune. Ma al momento non se ne ha notizia.

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