Roma – Una vittoria di Pirro, ma pur sempre un passo avanti nella trattativa fra i sindacati di Alitalia e il Governo. Dopo la lunga trattativa iniziata ieri alle 18:00 ( e proseguita sino a notte inoltrata), fra governo, sindacati confederali (Cgil, Cisl, Uil e Ugl ) e Cai (Compagnia aerea italiana), infatti, Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno dato il proprio assenso alla proposta di accordo quadro per il salvataggio della compagnia .
Al contrario le sigle sindacali autonome che rappresentano la maggior parte dei piloti e degli assistenti di volo (Anpac, Up, Avia, Anpav ed Sdl), hanno definito l’accordo “carta straccia” e con una nota unitaria, contestano «la scellerata messa in scena del sindacato confederale e del ministero del Lavoro tesa a produrre un documento precostituito da sottoporre alle rappresentanze indipendenti del gruppo Alitalia». I piloti dell’Anpac giudicano «molto grave la chiusura di un accordo senza aver coinvolto le sigle che rappresentano la grande maggioranza dei lavoratori del gruppo Alitalia». Qualche centinaio di dipendenti di Alitalia ha atteso in strada fino a tarda notte l’avvio della trattativa formale che poi non è partita: fischi e contestazioni per il commissario straordinario Fantozzi, ma anche slogan contro il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro del Lavoro, oltre a un invito ai sindacati di rifiutare il piano proposto.
Di opposto parere Sacconi, soddisfatto dell’intesa raggiunta dopo ore di confronto. L’intesa, dice il ministro, è «una solida base di partenza per il futuro della compagnia di bandiera». Anche il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, è soddisfatto di «una giornata sicuramente faticosa in cui abbiamo raggiunto qualche risultato». Il confronto è durato per ore ed ore nella sede del ministero del Lavoro.
Secondo l’accordo, le assunzioni previste nella nuova Alitalia salgono da 11.500 a 12.500, in particolare si tratta di 1.550 piloti, 3.300 assistenti di volo e 7.650 fra operai, impiegati, quadri e dirigenti.
«Cai – si legge nell’accordo quadro – ai fini della realizzazione del piano industriale, organizzerà in una nuova società secondo forme organizzative originali i cespiti aziendali materiali e i materiali acquisiti da società in amministrazione straordinaria e dalla società Air One con l’assunzione di 2.500 connesse risorse umane». Il piano prevede una capitalizzazione iniziale di un miliardo e l’obiettivo di raggiungere il break even operativo in due anni. L’accordo conferma poi l’impiego alla stabilità dell’azionariato per 5 anni, o al mantenimento del controllo in caso di quotazione in Borsa, comunque non prima di tre anni. E l’obiettivo di un accordo con un partner internazionale che entri con una quota di minoranza.
«È stata una giornata sicuramente faticosa con qualche risultato non soltanto per i nostri lavoratori, ora bisogna proseguire nel lavoro», ha detto nella notte il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli.
Il confronto proseguirà oggi alle 11:00, con un nuovo incontro con Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Alle altre sigle è stata preannunciata una convocazione per un incontro che, probabilmente, si terrà nel primo pomeriggio. Oggi, comunque, voli regolari da Fimicino. (ore 9:50)

NO COMMENTS

Leave a Reply