Scaduto ultimatum: Cai ritira offerta per Alitalia

Scaduto ultimatum: Cai ritira offerta per Alitalia

Roma – Fonti vicine all’operazione hanno riferito che la Cai, la cordata di imprenditori creata per rilevare Alitalia, ha rinunciato al piano di salvataggio della compagnia essendo scaduto alle 15:50 l’ultimatum lanciato ieri ai sindacati da Colaninno. Roberto Colaninno e Rocco Sabelli sono ora a Milano, dove è in corso l’assemblea della società. Le stesse fonti hanno rivelato che il ritiro dell’offerta Cai per Alitalia “é stato deliberato all’unanimità.
<<La drammatica situazione di Alitalia – molto peggiore di quella che aveva dato luogo ad altre offerte di acquisto in passato – e dei mercati internazionali, non permette di allungare ulteriormente una trattativa che è stata approfondita e che ha portato a numerose concessioni. Ulteriori concessioni e dilazioni metterebbero irrimediabilmente a rischio al realizzazione del piano>>, afferma la nota diffusa da Cai.
Poco prima la Cgil e i sindacati autonomi avevano lanciato una controproposta confermando «l’interesse e la disponibilità all’identificazione di un accordo sulle condizioni contrattuali di piloti, assistenti di volo e personale di terra», affermando di essere disposti «anche a fare sacrifici temporanei e straordinari». Oggetto principale della controproposta siglata in via Morgagni è «la ricerca di una revisione della struttura retributiva tale da consentire l’invarianza delle condizioni retributive in presenza di un aumento contrattato della produttività», inserendo il tutto nel «quadro di contratti nazionale relativi a ciascuna categoria». Altro punto fermo posto dai sindacati è la richiesta secondo la quale la discussione sugli esuberi di personale avvenga una volta raggiunto un accordo complessivo. «Anche con l’obiettivo di cogliere in pieno tutte le opportunità offerte dal mercato – scrivono i sindacati – e alla luce del favorevole trend del prezzo del carburante, ad oggi di oltre il 30% inferiore a quanto ipotizzato nel piano Cai, in caso dell’auspicato raggiungimento di un accordo complessivo sui temi di merito tra i sindacati e Cai, si determineranno l’implementazione del piano industriale nella parte inerente il dimensionamento degli organici necessari all’operatività dell’impresa».
Silvio Berlusconi ha appreso del ritiro dell’offerta da parte di Cai su Alitalia dai cronisti che lo attendevano a palazzo Grazioli.
<<E’ certo – ha detto poi ai giornalisti il premier – che ci sono pesantissime responsabilità soprattutto della Cgil e delle associazioni dei piloti, che valuteremo. E non vorrei che questa fosse proprio la soluzione che qualcuno ha auspicato si verificasse>>.
Duro anche il ministro del Lavor Sacconi che ha dichiarato: <<Il ritiro dell’offerta per la nuova Alitalia da parte della società Cai è la logica conseguenza dell’assurda posizione ostruzionistica assunta dalla Cgil in alleanza con le sigle autonome di piloti e assistenti>>.
Le sei sigle sindacali che non hanno firmato l’accordo, d’intesa con la Cgil, chiedono adesso un incontro al Commissario Straordinario di Alitalia, Fantozzi per un esame urgente della situazione. Lo hanno ribadito, ai microfoni dell’assemblea che si sta svolgendo a Fiumicino, i sindacalisti finora intervenuti. <<Continueremo a lavorare stasera, domani, dopodomani, senza interrompere il servizio – dice il comandante cargo, Giampaolo Guerra, dell’Anpac – nell’interesse di tutti, azienda e noi dipendenti. Certo, i tempi del fallimento sono molto stretti, i soldi in cassa sono pochi, ma il Commissario straordinario può sicuramente prendere tempo, visto che l’azionista di maggioranza é il Tesoro. In questo modo sarà possibile indire una gara di vendita trasparente. Siamo certi che alle condizioni di Cai si farà avanti più di un interessato, Air France, Lufthansa, British Airways: i francesi avrebbero comprato Alitalia accollandosi un miliardo e mezzo di euro di debiti, mentre oggi la compagnia sarebbe stata venduta al netto a Cai per 350 milioni>>. (ore 19:50)

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