Torino – Il Cda di Fiat ha deliberato una riorganizzazione societaria che prevede che le principali società controllate da Fiat Partecipazioni S.p.A. (Fiat Group Automobiles, Fiat Powertrain Technologies, Magneti Marelli, Teksid, Teksid Aluminum, Maserati), nonché il 40% circa di Iveco e di FNH, società controllante di CNH, ed il 10,5% circa di RCS, saranno trasferite a Fiat S.p.A. che già detiene direttamente l’intera partecipazione di Comau, il rimanente 60% circa di Iveco e FNH e l’85% del capitale di Ferrari S.p.A.
All’esito dell’operazione, il cui perfezionamento è ipotizzato entro la fine dell’anno, Fiat S.p.A. deterrà quindi direttamente le partecipazioni di controllo nei suoi settori industriali.
L’operazione, che verrà attuata attraverso una scissione parziale della controllata totalitaria Fiat Partecipazioni S.p.A. a favore di Fiat S.p.A., oltre a consentire la semplificazione della struttura societaria del Gruppo in linea con le più recenti best practice di mercato, ha il fine di ottenere una maggiore efficienza operativa e l’ottimizzazione dei flussi finanziari e di dividendi.
La futura Fiat Partecipazioni S.p.A. concentrerà la propria attività a favore delle società del Gruppo nei servizi e nel settore immobiliare. Dal punto di vista contabile, l’operazione avverrà a valore di libro e quindi non avrà effetti sul Gruppo e su Fiat S.p.A. L’operazione non comporta l’attribuzione di alcun diritto di recesso in quanto non vi sono effetti sull’azionariato delle società interessate.
Il Progetto di Scissione e la Relazione degli Amministratori saranno messi a disposizione del pubblico presso la sede sociale e Borsa Italiana S.p.A. in data odierna e saranno consultabili sul sito www.fiatgroup.com.
Intanto in Borsa ieri i titoli del Gruppo hanno sofferto sottoposti ad una ondata di vendite.
Le Fiat risparmio hanno perso il 12,58% a 5,523 euro, con volumi di scambio elevatissimi e pari a oltre il 5% del totale della categoria; le privilegiate hanno lasciato sul terreno il 10,23% a 5,424 euro; le Ifil risparmio, infine, sono state sospese per eccesso di ribasso e hanno ceduto in chiusura il 10,55% a 2,527. Meglio è andata alle azioni ordinarie del Lingotto (-2,13% a 10,018 euro), mentre le Ifil ordinarie hanno perso il 4,95% e le Ifi priv. l’8,32%.
Per le due categorie di Fiat privilegiate e risparmio, il calo dall’inizio del 2008 ha superato il 62% contro il -43% delle ordinarie. Il tonfo di ieri si spiega – dicono in Borsa – con due fattori: in primo luogo il terremoto-Lehman, che ha costretto molti operatori a “smontare” una serie di posizioni e a ricoprirsi su altre. Un riassetto che secondo il mercato potrebbe anche spiegare l’incredibile balzo della Volkswagen: nella sola giornata di ieri le azioni dell’azienda tedesca hanno compiuto un balzo del 25% a 301 euro: lunedì ne valevano 207.
Per quanto riguarda i titoli della scuderia Agnelli pesano anche le scommesse che una serie di fondi, soprattutto hedge, avevano fatto sul riassetto societario, andando lunghi sui due titoli citati e corti sulle ordinarie nella speranza di una conversione. (ore 10:00)