Alitalia, ore frenetiche per la sua sopravvivenza

Alitalia, ore frenetiche per la sua sopravvivenza

Roma – È durata un’ora e mezza la riunione del Consiglio dei Ministri nella quale l’argomento del giorno, pur non comparendo nell’odg, è stato ovviamente la vicenda Alitalia, anche in assenza del Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che non ha preso parte al Cdm perché impegnato in una iniziativa in Veneto. Il governo ha fatto il punto della situazione valutando le possibili strade che ora si prospettano dopo il ritiro della proposta da parte della Cai.
A fare il punto della situazione è stato, su invito del premier Silvio Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta che ha riferito:<< E’ mia personale opinione che non ci siano alternative al piano della Cai. Dobbiamo spiegare agli italiani che l’offerta di Cai per il salvataggio di Alitalia ha subito la stessa sorte della trattativa con Air France: il no dei sindacati ha impedito il buon esito della trattativa. Il problema è che non esistono alternative alla proposta di Cai, tant’è vero che le agenzie di stampa che stamani riportavano la posizione di Air France, British Airways e Lufthansa, che hanno detto di non essere interessate ad un intervento in queste condizioni>>.
In effetti per prima Claudia Lange, portavoce di Lufthansa, ha dichiarato:<< Non è cambiato assolutamente nulla dal nostro punto di vista e, a dire il vero, non c’é nulla da commentare: non si capisce perché noi dovremmo avere qualcosa da commentare. Lufthansa non è coinvolta in questa vicenda>>.
Alla domanda se Lufthansa è pronta a fare un’offerta di acquisto ha risposto: <<Non commento, perché sarebbe solo speculazione. Le ultime dichiarazioni del nostro Ceo sono state chiare: Alitalia, con il cospicuo debito che ha, non è gestibile per nessuna compagnia aerea – aggiunge Lange – Prima avrebbe bisogno di una profonda e seria ristrutturazione, ed è per questo motivo che Lufthansa non ha fatto un’offerta di acquisto per Alitalia durante l’ultimo anno. Questa era la posizione dei vertici Lufthansa a metà agosto e oggi rimane la stessa. Non è cambiato nulla rispetto a un mese fa>>.
Stessa posizione per British Airways che attraverso un suo portavoce ha dichiarato:<<‘Non siamo in alcun modo interessati ad Alitalia. Nemmeno ad acquistare una quota minoritaria>>.
Tornando all’intervento di Letta, il sottosegretario ha poi chiesto ai membri del governo a lavorare per “contrastare” la tesi di chi accusa il presidente del Consiglio e il governo di aver affossato la trattativa con il vettore francese. Tesi, ha aggiunto il sottosegretario sempre secondo la ricostruzione di alcuni presenti, che ad esempio è stata sostenuta ieri da Piero Fassino.
Sulla questione Alitalia è intervenuto anche il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, secondo quanto riferito da fonti governative, che ha dichiarato:<<Togliamoci dalla testa l’ipotesi di qualsiasi nazionalizzazione. Non sono possibili altri interventi pubblici su Alitalia. L’Unione europea – ha spiegato Tremonti – non lo consentirebbe. E’ un’ipotesi assurda>>.
Alitalia ha intanto precisato che :<<In merito alle notizie errate riportate da alcuni organi di informazione, é possibile prenotare ed acquistare regolarmente i biglietti sui sistemi della compagnia e che i voli sono operati regolarmente>>. Detto questo va precisato che il governo spera ancora che il “piano Fenice” messo a punto dalla Cai per salvare Alitalia possa decollare, speranza flebile, in realtà, dato che ieri Roberto Colaninno pur non avendo sciolto la società, è apparso decisamente categorico sull’opportunità di tornare sui propri passi, decisi, peraltro, ad unanimità. Adesso restano tre giorni che serviranno anzitutto per capire se vi sono ancora margini per una intesa che salvi il piano della Cai.
Interessante l’idea del segretario generale della Uil, Luigi Angeletti: <<Sono tutti i lavoratori di Alitalia che devono decidere del loro futuro: a loro spetta valutare se accettare o respingere il piano della Cai. Le decisioni che riguardano i posti di lavoro non possono essere assunte solo dai sindacalisti, tanto più in Alitalia, dove questi stessi sindacalisti non sono votati dai lavoratori. Poiché a questo punto, tra pochi giorni, molte migliaia di persone rischiano di restare per strada senza alternative e senza futuro – prosegue Angeletti – siano i lavoratori a dire sì o no al piano Cai. E la Cai consideri vincolante il voto di quelli che potrebbero essere i suoi lavoratori. Si voti subito, dunque, piuttosto che fantasticare su futuri improbabili miracoli – conclude – Tanto più che a pagare le conseguenze dei mancati miracoli non saranno gli stessi che li stanno evocando>>. (ore 11:30)

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