Torino, “Alfa Brera è la portabandiera di una nuova filosofia e di nuove strategie. La divisione che guido dimostra che l’azienda vuole aumentare la propria presenza in un settore del mercato in crescita, caratterizzato da una popolazione benestante, alla quale ci rivolgiamo anche con Maserati, cioè con due marchi che sono l’anima e lo stile dell’auto sportiva italiana”.
Chi ha ritenuto che il polo sportivo Alfa-Maserati fosse stato creato nel febbraio scorso per togliere dal groppone della Ferrari la zavorra Maserati è così servito. Il polo sportivo è l’opportunità di salvare con identità Alfa il progetto delle eredi di Maserati Coupé e Spyder, prima destinato ad una dubbia sorte. L’auto del Tridente che arriverà del 2007 avrà il telaio e parte della meccanica di Alfa Brera.
Karl-Heinz Kalbfell, responsabile del polo, ha usato parole da diplomatico, ma nella sostanza il suo intervento alla presentazione dell’Alfa Brera a Palazzo Reale, nel Salone degli Svizzeri, ha voluto sgombrare il campo da illazioni e dubbi. Brera è l’atto primo del polo sportivo al quale in primavera del 2006 seguirà la versione spider per concretizzarsi poi in altri prodotti Maserati. Altro che sdoganamento del Tridente in attesa di acquirenti.
“Alfa Romeo – ha aggiunto Kalbfell – ha iniziato a pianificare il nuovo schema industriale anni fa, i primi risultati si vedono con la 159 e la Brera. La coupé può sembrare anacronistica ma sappiamo che è forte la voglia di sensazioni speciali di guida, rombo del motore e colore rosso che evoca le corse”.
Il segmento delle sportive stradali – ha detto da parte sua Antonio Baravelle, responsabile del brand Alfa – rappresentano il nostro top. Pensate a modelli come la 8c 2900 B Coupé, la 6c 2600 SS Villa d’Este, la 1900 SS, la 2600 Sprint, l’Alfetta GT. L’elenco potrebbero continuare con altri miti, su tutti la Giulietta Sprint e la Giula Spinrt GT che sedussero l’Italia del boom economico”.
“Brera si rivolge oggi – ha aggiunto Baravalle – alla società della modernità affluente, un bacino di seicentoimila potenziali clienti in Europa e completa un percorso iniziato con l’Alfa GT” ed anche Alfa Romeo, alle prese con uno degli anni più neri della sua storia comincia a dare segnali di ripresa, ma solo nel 2006 la nuova berlina 159 e la coupé Brera faranno sentire il peso nelle vendite del Gruppo. Alla fine di quest’anno contiamo di immatricolare complessivamente 150 mila vetture delle quali 65 mila in Italia”.
E in tema di polo sportivo Baravello ha precisato: “Con Alfa Romeo ci siamo imposti un anno di stop dalle corse che però continueranno a fare parte della cultura Alfa. Un anno di sosta per decidere come correre in futuro e con quale macchina. Nel 2006 avremmo dovuto affrontare il mondiale turismo con la 156, modello non più in produzione e sulla 159 ci si stiamo ponendo una domanda: E’ l’auto giusta per questo genere di competizioni?”.
Quale sia la missione affidata alla Brera lo si evince dalle parole di Harald Wester, responsabile dell’engineering e desing di Fiat Auto: “Giugiaro l’ha disegnata, Pininfarina l’ha industrializzata e la produrrà a San Giorgio Canavese in 20 mila unità l’anno (versione spider compresa; ndd). Un patrimonio di competenze unico che ha richiesto un investimento di 200 milioni di euro”. Ed ha aggiunto: “Questa due più due figlia dell’innovazione promette un inedito piacere di guida, con forme morbide ed eleganti anche se dinamiche. Il tetto di cristallo (a richiesta; ndd) è un plus che contribuisce ad esaltare il design”. (ore 09:00)

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Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.