Roma – C’è voluto un tour de force di 14 ore, ma alla fine anche i piloti hanno siglato l’accordo che consentirà loro di “salire a bordo” della nuova Alitalia guidata da Roberto Colaninno.
La trattativa ha toccato punte drammatiche (con la minaccia di ritiro da parte di Cai) per il rifiuto di Uil e Ugl di sottoscrivere le novità concordate tra i piloti di Anpac e Up e i vertici di Cai, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, ma alla fine si è arrivati ad un nuovo allegato (una pagina) che concede un contratto da dirigenti ai comandanti e una riduzione degli esuberi, ha sancito la pace della Compagnia aerea italiana (Cai) con le «aquile ».
In sostanza Fabio Berti e Massimo Notaro avrebbero ottenuto per i piloti con i gradi di comandante (900 su 2.100) la qualifica di «dirigente », che equivale alla possibilità di negoziare un contratto proprio, ma anche di essere licenziati con il pagamento di un’indennità. Per 140 piloti in esubero ci sarebbe il part-time con rotazione.
Un rinvio a lunedì era previsto per Avia (751 a.v.) e Sdl (1.700 lavoratori tra volo e terra). Uno slittamento tattico, dettato forse dalla necessità di spiegare alla base la necessità di capitolare. «Se non firmate subito, dopo potrete farlo solo “per adesione”», avrebbe minacciato da Viareggio il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, cioè senza acquisizione dei relativi diritti sindacali, tra cui quello di sedersi ai tavoli che preciseranno il contenuto dei contratti tratteggiati dai 4 maggiori sindacati. Di qui forse la rincorsa finale che ha costretto governo e cai a un ulteriore tornata. L’acquisizione del consenso del personale navigante è importante anche per stringere sull’alleanza internazionale. (ore 10:00)