Milano, Era il 1982 quando Romano Artioli, imprenditore a capo di Autoexpò (da lui fondata nel 1978) con sede ad Ora in provincia di Bolzano, decise di importare in Italia insieme con vetture americane 4×4 e pick up nche analoghi prodotti della Suzuki. E’ cominciata così la storia “tricolore” della Casa giapponese fondata nel 1909 da Michio Suzuki all’inizio industria che produceva macchine tessili e dopo una prima evoluzione verso la mobilità dal 1954 diventata Suzuki Motor Company Ltd. Artiolì ha importato le Suzuki fino al 1995, anno in cui venne deciso la creazione della filiazione italiana della Suzuki, all’inizio annessa alle moto che il produttore giapponese importava autonomamente già dal 1969 e dal 1992 azienda autonoma con la denominazione di Suzuki Italia SpA. Proprio nei giorni scorsi, con un gran gala a Milano, Suzuki Italia SpA ha festeggiato le nozze d’argento con il mercato italiano che sin dal primo giorno è stato prodigo di successo con un trend di crescita che da allora non si è mai fermato: nel 2006 Suzuki in Italia ha venduto 32.750 auto con un aumento del 14,3% rispetto alle 28.695 unità del 2005 con una penetrazione arrivata all’1,41% del totale tutte marche. E’ un dato numerico emblematico della inarrestabile escalation, tanto più evidente man mano che ai tradizionali prodotti a trazione integrale si sono affiancati auto con diverse tipologie di carrozzeria. Oggi nel listino italiano di Suzuki conta su 5 prodotti: Swift, Ignis, Jimmy, Sx4 (ultima arrivata) e Grand Vitara in configurazione 3 e 5 porte. All’appuntamento milanese con la stampa specializzata italiana invitata per festeggiare l’evento un soddisfatto Nobuo Fujita, presidente di Suzuki Italia Auto, in un italiano invidiabile nella pronuncia, ha fatto l’escursus storico della Suzuki annunciando senza enfasi ma nella consapevolezza di potere centrare l’obiettivo che il 2007 sarà chiuso con 36 mila immatricolazioni, dato ampiamente annunciato dalle 20 mila unità consuntivate nel primi sei mesi dell’anno grazie al lavoro svolto da 95 fedelissime concessionarie. <<La nostra bella storia – ha detto Fujita – è cominciata nel 1909 che ad Hamamatsu fonda la Suzuki Loom Works, azienda per la costruzione di macchine per l’industria tessile. Nel dopoguerra, quando c’era da risolvere il problema della mobilità primaria, Suzuki realizza nel 1952 e prime biciclette a motore, le Power Free. Nel 1954 l’azienda cambi denominazione e si chiama Suzuki Motor Company Ltd>>. La cavalcata storica di Fujita arriva, quindi, al 1955 <<quando nasce la prima automobile, la Suzulight, motore 2 tempi 360 cc, somigliante all’Alfa Romeo Giulietta ma compatta come la Bianchina. Nel 1970 cominciano le vendite della mitica LJ con il motore bicilindrico da 360 cc montato sulle moto>>. Nel 1981 Suzuki entra a fare parte dell’impero General Motors: la big di Detroit acaquist il 20% della Company giapponesi, quota azionaria che nel 2006 si è ridotta al 3%>>. Oggi Suzuki è presente in 187 Paesi e vanta 36 impianti di produzione nel mondo, per l’ottavo anno di seguito sono aumentati i ricavi netti e l’utile operativo per il settimo anno mentre l’incremento dell’utile netto è al sesto anno di seguito. Nei primi tre mesi del 2007 la produzione di Suzuki ha toccato 2,4 milioni di vetture prodotte e di queste ben 200 mila escono dallo stabilimento che Suzuki ha in Ungheria, stabilimento dal quale, tra l’altro escono due auto <<frutto di una intelligente collaborazione – ha detto Fujita – con Fiat ovvero Fiat Sedici e Suzuki Sx4>>. Infine l’annuncio che quest’anno arriverà la Splash. A conclusione della serata insieme con Fujita e il direttore generale automobili Romano Valente le “magnifiche 3” delle pubbliche relazioni e dell’ufficio stampa corportarate – Paola Maina, Carolina Scrinzi e Katia Bertello – per il taglio della torta e il brindisi. Cin, cin Suzuki Italia!(ore 09:00) Nelle foto: dall’alto il presidente di Suzuki Nobuo Fujita, il direttore generale automobili Roman

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Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.