New York – Ci sono voluti diversi mesi di indagini interne a fare sì che DaimlerChrysler ammettesse l’esistenza di pagamenti illeciti fatti in Africa, Asia ed Est Europa e che molti dipendenti sono stati sospesi o licenziati perché coinvolti direttamente nei casi di corruzione. Il quinto Gruppo al mondo per vendita di auto ha così confermato i risultati delle indagini avviate dal dipartimento di Giustizia Usa e dalla Sec (la Consob americana), sulle violazioni delle norme anticorruzione commesse dai suoi dirigenti per conquistare maggiori forniture. “Questi pagamenti – si legge in una nota diffusa da Daimler – sollevano preoccupazioni circa la possibile violazione delle leggi anti-corruzione negli Usa, in Germania e in altre giurisdizioni”. (ore 9:55)