Milano, Milano città chiusa. Non solo Milano. L’elenco delle città vietate alle auto si allunga giorno dopo giorno. L’auto paga più di quanto dovrebbe perché ad inquinare più dell’auto ci sono tanto per cominciare vecchie mezzi pubblici, le fabbriche, le caldaie da riscaldamento.
Il problema dell’nquinamento atmosferico è sempre più pressante e sotto certi aspetti drammatico. Da anni si cerca di ridurre il quantitativo di sostanze inquinanti che vengono immesse nell’atmosfera, che surriscaldano e alterano il clima. I gas più dannosi sono l’anidrite carbonica, il metano, il protossito d’azoto, i fluoroclorocarburi, i perfluorocarburi e lo esafluoruro di zolfo. Il più noto tra questi è senza dubbio l’anidrite carbonica (CO2), tutti gli altri vengono solitamente riuniti sotto il nome di “CO2 equivalente”. Senza dimenticare le cosiddette “polveri sottili”, micropolveri micidiali che sempre più spesso fanno scattare l’allarme rosso nelle città.
L’impegno più concreto è il protocollo di Kyoto, l’ambizioso progetto globale di riduzione delle emissioni inquinanti, approvato nel 1997 e sottoscritto negli anni da 141 Paesi (39 dei quali industrializzati), finalmente entrato in vigore il 16 febbraio 2005. Il protocollo prevede che i 39 Paesi industrializzati abbassino le emissioni dei gas serra entro il 2012, sotto i livelli del 1990, di quote percentuali variabili la cui media è del 5,2%.
Una delle modalità per raggiungere questo obiettivo è l’ammodernamento del parco veicolare, eliminando entro il 2009 le auto immatricolate prima del 1996 (nel parco circolante italiano sono oltre 12 milioni) che emettono più di 160 grammi di CO2 per chilometro. Gli ambientalisti ogniqualvolta viene reso noto un rapporto sullo stato di salute del pianeta Terra puntano subito il dito sull’auto. Lo sappiamo, inquina. Lo sappiamo tutti, non solo gli ambientalisti; ma sono pochi ad ammettere che tra le fonti d’inquinamento è quella che incide in minore misura sull’effetto serra.
Ormai da anni le ricerche del settore automobilistico sono state orientate per trovare una soluzione al problema e non a caso vengono imposti limiti di inquinamento per le automobili, l’ultimo dei quali in Europa è il cosiddetto “Euro4”, lo standard europeo più restrittivo in termini di emissioni inquinanti, obbligatorio per tutte le nuove immatricolazioni dal primo gennaio 2006.
Le industrie automobilistiche, infatti, investono sempre più nello sviluppo di veicoli eco-compatibili, vale a dire automobili che utilizzino una fonte di energia che sia diversa dalla benzina, sia per diminuire la soglia di inquinamento sia perché le scorte di petrolio si stanno inevitabilmente esaurendo (vera motivazione?). Le ricerche e gli studi hanno finora dato vita a tre tipi di vetture: quelle alimentate ad idrogeno, le ibride e le fuel cell.
L’idrogeno è un gas pulito e non inquina: quando l’auto è in moto dalla marmitta esce vapore acqueo. Alcuni modelli sono già in circolazione. La Bmw serie 7 Clean energy hydrogen, ad esempio, è stata la prima vettura a poter essere usata comunemente su strada bruciando idrogeno, utilizzando un motore tradizionale predisposto per viaggiare proprio con l’idrogeno. Sempre di Bmw un prototipo, l’H2R, in grado di raggiungere i 302 km/h, che ha battuto ben nove record, grazie al suo 12 cilindri 6.000 cc da 285 cv. La Audi ha proposto il suo modello di A2 alimentato ad idrogeno, creando una compatta tra le più avanzate tecnologicamente, grazie alla carrozzeria tutta in alluminio che permette di ridurre drasticamente il peso e quindi il consumo. Anche la Fiat ha presentato numerosi prototipi, dalla Multipla alla Seicento, arrivando alla Panda.
Secondo molti l’idrogeno si presenta come l’unica risorsa per ottenere vetture dai bassi consumi e non inquinanti, ma nasconde in se un problema di non facile risoluzione: la sua produzione. Pur essendo tra gli elementi più abbondanti in natura, infatti, non è reperibile allo stato puro. Attualmente si ricava dal metano

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Dario Cortimiglia
Giornalista professionista dal 2005, ottiene la laurea magistrale in Televisione, Cinema e Produzione Multimediale allo IULM e nel 2009 vince un concorso SKY per cortometraggi. Conclusione? Scrive di auto, ma è ancora convinto diventerà un grande regista. Founder & admin di @igers_messina e @exploringsicily.it.