Roma – In attesa di vedere pienamente applicata la legge 166/2002 che stanzia 360 milioni di euro per l’acquisto di materiale rotabile e incentivi vari nelle Ferrovie, la compagnia ha reso noti i progressi fatti nel 2005. Il fatturato è stato stimato in 5,3 miliardi di euro, per un incremento complessivo rispetto all’anno precedente del 2,3%. Rallentano i profitti derivanti dal trasporto internazionale di merci, in particolare in quello in entrata dove operano direttamente i principali gruppi ferroviari europei. Si è completato in particolare il percorso di liberalizzazione nell’area merci, dove si registra una crescita del ruolo degli operatori privati. Ma il concorrente di riferimento per le imprese del settore resta il trasporto stradale, in grado di offrire estrema flessibilità in termini di costi, tempi di resa e percorsi.
Cresce il settore del trasporto passeggeri, favorito dalla crescente congestione stradale in corrispondenza delle principali aree metropolitane. La proroga dei termini per l’avvio delle gare di affidamento dei servizi regionali e il nodo irrisolto della disponibilità di materiale rotabile condizionano però il processo di liberalizzazione del settore. Le previsioni a medio termine indicano una crescita moderata del traffico merci ferroviario internazionale del quale beneficeranno le imprese che sapranno costruire network adeguati alle esigenze dei principali operatori logistici europei. L’apertura dei nuovi valichi alpini a partire dal 2007, l’imposizione di pedaggi autostradali nei paesi europei di attraversamento e in Germania, dovrebbero agire, nelle intenzioni del Gruppo, da un lato sul miglioramento delle performance del trasporto ferroviario, dall’altro sulla riduzione del gap tariffario rispetto al trasporto stradale, favorendone la crescita. (ore 10:00)