Detroit – Si finalmente conclusa la trattativa fra General Motors ed i sindacati della sua ex controllata Delphi. Ieri le parti hanno raggiunto un accordo in merito ad un pacchetto che permetterà al colosso di Detroit di alleggerire il proprio bilancio dagli oneri sanitari e previdenziali (spese che gravitano fra i 5,5 e i 12 miliardi di dollari) dovuti ai dipendenti dell’azienda componentistica assunti prima dello spin-off.
L’intesa interesserà circa 123 mila dipendenti (110 mila di GM e 13 mila di Delphi), ma solo una parte di essi aderiranno all’offerta che prevede varie forme di incentivo. A chi accetterà il prepensionamento (retrodatato in data 1 ottobre 2005), ad esempio, verranno offerti 35 mila dollari di incentivo e uno stipendio mensile che per gli operai con almeno 27 anni di servizio (ma non meno dei 30 previsti per il trattamento anticipato) si aggirerà intorno ai 2.800 dollari lordi. Inoltre, al fine di fare uscire dall’azienda gli operai con più anzianità, e dunque più costosi, il pacchetto prevede un compenso di 140 mila dollari per i dipendenti con almeno 10 anni di servizio che si dimettano rinunciando, anche per il futuro, ad ogni tipo di contribuzione sanitaria e pensionistica.
Gli analisti scommettono che il concordato siglato ieri rappresenterà la “road map” dei futuri negoziati con l’United auto workers (Uaw, sindacato GM). Il primo importante appuntamento è previsto nel 2007 quando scadrà il contratto che ha permesso la creazione, sia in GM sia in Delphi, della Jobs bank, l’istituzione dove vengono “parcheggiati” i dipendenti che pur non lavorando restano in azienda. (ore 9:30)

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