Il motore diesel negli ultimi anni si è imposto come più economico e meno inquinante rispetto al motore a benzina, arrivando nel gennaio scorso ad una quota di mercato, in Italia, del 60%, ma da febbraio-marzo la crescita sembra essersi arrestata. La motivazione potrebbe essere l’attenuarsi del divario tra i prezzi dei due carburanti, ma senza dubbio influisce anche il fatto che il diesel ha raggiunto elevati livelli di diffusione e, com’è naturale che si verifichi, mostra ora un rallentamento della sua corsa.
In Italia questo tipo di motorizzazione aveva vissuto una fase positiva già a metà degli anni ’70, quando si ebbero le prime significative innovazioni nel campo dei motori a gasolio per vetture, che però terminò a metà degli anni ’80. Motivo della precoce fine del diesel fu il fisco che già al termine del 1976 introdusse il superbollo, che si affiancava al bollo, per le auto con motore diesel. I rincari del superbollo nel 1977 e nel 1983 diedero la stroncatura definitiva. Con l’eliminazione del superbollo nell’92 a furor di popolo, e le innovazioni tecnologiche in gran parte di marca italiana (vedi common rail) il diesel ha ricominciato la scalata.
La sua crescita è dovuta sostanzialmente a quattro motivi. Prima di tutto ha consumi ridotti e quindi si fanno percorrenze maggiori del 30-35% rispetto ad un analogo motore a benzina. Seconda motivazione è il minor costo del gasolio rispetto alla benzina. Il terzo motivo deriva dalla crescente diffusione del diesel che ha portato ad un aumento delle quotazioni dell’usato a gasolio, maggiore rispetto di un usato a benzina. Quarto e ultimo motivo, l’incremento di prestazioni, comfort e silenziosità del motore diesel, ormai più che competitivo con un motore a benzina. Di questi quattro motivi, il secondo e il terzo potrebbero venir meno. La differenza di prezzo tra diesel e benzina è diminuita e un eventuale fase di calo del diesel porterebbe al ribasso le quotazioni dell’usato diesel. La situazione, però, non è ancora così drammatica. Il diesel ricopre una consistente quota di mercato e il prezzo alla pompa è ancora significativamente minore.
Più che sulla scelta tra diesel e benzina, l’attenzione dovrebbe essere volta con maggiore intensità sulle fonti di alimentazioni alternative. Considerato che il petrolio è una fonte non rinnovabile e che tra non molte decine di anni i giacimenti saranno ormai prosciugati, sarebbe ora di considerare, ma soprattutto cominciare già a proporre, valide alternative al petrolio. Dal Brasile la risposta. Mentre in Europa e in gran parte del mondo facciamo quotidianamente i conti con l’aumento del prezzo del petrolio, in Sud America da anni utilizzano un carburante naturale chiamato “bioetanolo”, prodotto attraverso la fermentazione della canna da zucchero, ma anche di altri prodotti agricoli (come ad esempio il mais, il frumento, l’orzo e la bietola). Un pieno di bioetanolo costa il 40% in meno rispetto a un pieno di benzina e, come gli altri carburanti di origine vegetale, ha delle ridotte emissioni di Co2, degli ossidi di carbonio (Co), dei composti incombusti e nessuna emissione di zolfo.
Sebbene l’uso di carburanti di origine vegetale per autotrazione risalga ai primi anni del secolo scorso, quando lo stesso Henry Ford se ne fece promotore, l’interesse e quindi la produzione del bioetanolo si sono sviluppati a partire dagli anni ’70, in seguito alla crisi del petrolio. Da allora la produzione di questo carburante alternativo è stata in continua crescita, arrivando a raggiungere nel 2004 i 15 miliardi di litri. L’aumento continuo del bioetanolo ha portato il Brasile ad utilizzare vetture “Flex”, vale a dire flessibili, in grado di viaggiare indifferentemente sia a benzina sia a bioetanolo. Ormai sono molte le case che producono e vendono in Brasile vetture di questo tipo e tra queste la Fiat detiene la leadership (i cui modelli Flex sono la Mille, la Palio e la Siena).
La situazione in Europa è molto diversa. Il bioetanolo è una realtà an

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Dario Cortimiglia
Giornalista professionista dal 2005, ottiene la laurea magistrale in Televisione, Cinema e Produzione Multimediale allo IULM e nel 2009 vince un concorso SKY per cortometraggi. Conclusione? Scrive di auto, ma è ancora convinto diventerà un grande regista. Founder & admin di @igers_messina e @exploringsicily.it.