Roma – Alla faccia del vecchio adagio che vuole le “donne al volante, pericolo costante”, un’indagine condotta elaborando i dati dei conducenti che hanno denunciato incidenti in auto dall’1 luglio 2003, giorno di entrata in vigore della patente a punti, al 31 marzo scorso ha rivelato che ben il 78,3% delle violazioni compiute in contrasto alle norme del cod. della strada sono state fatte da uomini. Ancora peggiore il dato sui punteggi: il 79,5% dei punti sottratti è stato decurtato da patenti intestate a uomini. Anche tenendo conto della maggiore presenza maschile sulle strade (20,2 milioni contro 15,1 milioni di donne), si può evincere come i punti persi in media da ogni uomo siano quasi tre volte di più di quelli tolti, in media, a ogni donna, 0,766 contro 0,265. In 33 mesi di patente a punti le infrazioni che hanno comportato una perdita di punteggio sono state complessivamente 5.234.723, per un totale di 19.529.648 punti sottratti. E intanto la Corte Costituzionale ha deciso che chi non usa le cinture di sicurezza rischia di vedersi tagliare 5 punti dalla patente. Con il suo ultimo verdetto l’organo supremo di giustizia ha dichiarato manifestamente infondata l’eccezione di costituzionalità dell’ art.172 del nuovo codice della strada sollevata da un giudice di pace a proposito del caso di un uomo, fermato senza cinture di sicurezza, sanzionato dai carabinieri con la decurtazione di 5 punti. (ore 9:00)