Seul – Il presidente della Hyundai, Chung Mong koo, e suo figlio Eui Sun, presidente della Kia Motors, sono stati arrestati in Corea nell’ambito della vicenda dei fondi neri che ha come protagonista l’industria automobilistica sudcoreana.
Sui due imprenditori, infatti, grava l’ipotesi di reati di corruzione dal valore complessivo di un centinaio di miliardi di won (quasi 100 milioni di euro) e riguarda tangenti che dal 2002 sarebbero state date a politici e burocrati per ottenere crediti o permessi di costruzione.
L’autorità giudiziaria dovrebbe decidere domani sull’emissione dei mandati: ma con tutta probabilità, stando a fonti vicine alla magistratura, sarà accolta per il momento solo una delle richieste a carico dei due indiziati.
La Hyundai e l’affiliata Kia sono il settimo gruppo automobilistico del mondo e la quinta maggiore industria sudcoreana. La notizia della richiesta dei mandati di arresto ha avuto, come era logico aspetarsi, forti ripercussioni anche in Borsa a Seul dove i principali titoli del gruppo hanno perso oltre il 3%, ma il ministro delle finanze sudcoreano Han Duck soo ha lasciato intendere che il passo dei procuratori era dato ormai per scontato e che il suo impatto sull’economia del paese “non dovrebbe essere troppo grande”. (ore 11:00)