Bologna – Si ferma, o meglio rallenta, l’auto in aprile. A causa del cosiddetto “effetto calendario” (senza il quale si sarebbe potuta apprezzare una lieve crescita) si è avuto, infatti, un calo del 7,3% appare interamente spiegabile con questo elemento, se si considera che una giornata lavorativa, in termini di immatricolazioni, vale circa il 4,5% del risultato mensile.
Il risultato del mese scorso ha quasi annullato il vantaggio accumulato dal mercato europeo nel primo trimestre, che si era chiuso con 4.132.773 immatricolazioni e quindi con una crescita del 3,2%. Il primo quadrimestre chiude infatti a 5.402.682 immatricolazioni con una crescita contenuta nello 0,6%.
Ottimista, comunque, il Centro Studi Promotor che ritiene la tendenza positiva che ha caratterizzato il mercato europeo dell’auto dall’inizio dell’anno, non sia da considerarsi interrotta ed anzi appaia destinata a continuare nei prossimi mesi.
Ciò vale in particolare per il maggiore mercato automobilistico del continente, quello della Germania, ma anche per l’Italia in cui i segnali di ripresa dell’economia si intensificano, anche se il passo del nostro Paese appare più lento del contesto europeo. Sull’andamento del mercato automobilistico europeo continua ad influire positivamente anche la politica delle case automobilistiche sempre decisamente impegnate nel lancio di nuovi modelli ed in attività promozionali fortemente stimolanti per la domanda di sostituzione, che rappresenta la componente di gran lunga più importante della domanda complessiva. Tra l’altro, nonostante le minacce di rialzi dei tassi, gli acquirenti di automobili possono continuare a contare sulla disponibilità di credito al consumo a basso costo.
La battuta di arresto di aprile non coinvolge il gruppo attualmente più dinamico nel contesto europeo, che è quello Fiat le cui immatricolazioni in aprile sono volate a quota +12% per un totale di 97.420 auto in più in controtendenza con il dato complessivo a livello europeo (-7,3%, appunto pari a un calo delle vendite di auto nuove di 99.189 vetture). Per il solo marchio Fiat, le nuove immatricolazioni crescono del 16,9% che si traduce in 75.252 nuove auto vendute. Per le auto made in Italy, ad aprile, si registra inoltre un aumento delle vendite dell’Alfa Romeo (+9,7%) con 12.523 immatricolazioni, ma una sensibile contrazione per il marchio Lancia (-11,8%) con 9.355 auto immatricolate rispetto alle 10.611 dello stesso mese dello scorso anno. A picco le vendite di altre marche italiane (-51,3%) con 290 auto vendute rispetto alle 590 del 2005.
Nel consuntivo del primo quadrimestre molto bene oltre al Lingotto fa comunque anche Volkswagen che vede crescere le sue vendite dell’8,4%. Per quanto riguarda l’andamento per paesi, aprile è negativo in tutti i maggiori mercati. Storia a sé fanno i paesi nuovi membri della UE per i quali si dispone di dati sulle immatricolazioni (mancano Cipro e Malta). Nell’area le immatricolazioni sono state in aprile 63.698 con un calo contenuto nello 0,6%, mentre il consuntivo del primo quadrimestre si chiude con una contrazione dello 0,2%. (ore 9:10)