Roma – Il consiglio di amministrazione di Alitalia riunitosi ieri alla Magliana sotto la presidenza dell’ingegner Giancarlo Cimoli, ha approvato la relazione consolidata del primo trimestre 2006 del Gruppo.
Dalla trimestrale è risultato che l’andamento della compagnia va nella direzione opposta alle previsioni fatte inizialmente dall’ad Cimoli nel suo piano di risanamento, tant’é che a fine gennaio il cda aveva confermato l’obiettivo di budget di un utile operativo e di uno netto nel 2006. Ieri, invece, il numero uno di Alitalia ha ammesso che la previsione è probabilmente troppo ottimistica per essere rispettata. Il consuntivo ufficiale ha confermato la debolezza dei conti del vettore italiano, evidenziando una perdita operativa consolidata pari a 129 milioni di euro solo moderatamente superiore alla perdita dello scorso esercizio (pari a 118 milioni di Euro) malgrado gli effetti dell’incremento del costo del carburante (+38 milioni di Euro) e degli scioperi avvenuti nel trimestre.
Il risultato prima delle imposte per il trimestre è stato negativo per 157 milioni di euro (peggioramento di 15 milioni di euro circa rispetto al precedente esercizio) riflettendo perciò sia la bassa stagionalità, che da sempre contraddistingue il primo trimestre della compagnia, sia l’impatto generato dalle negatività dello scorso mese di gennaio.
La posizione finanziaria netta al 31 marzo 2006 è stata pari a 820 milioni di euro con un peggioramento rispetto al 31 dicembre del 2005 (circa 66 milioni di euro) principalmente imputabile alle necessità monetarie indotte dai tipici fattori stagionali del periodo oltre che dalla minore generazione di cassa della gestione operativa riconducibile agli scioperi di fine gennaio già più volte menzionati in precedenza.
Il costo per consumi di materiali e servizi (escluso il carburante) è stato pari ad euro 635 milioni con un incremento di 50 milioni di euro rispetto al 2005 principalmente imputabile alla fatturazione da parte di Alitalia Servizi di attività precedentemente effettuate nel perimetro di consolidamento con forza lavoro propria.
Il costo del personale è stato pari a 191 milioni di Euro con un decremento di 101 milioni di Euro rispetto al 2005 (-35%) derivante dal deconsolidamento di Alitalia Servizi e dall’implementazione delle misure previste dal Piano industriale della compagnia.
Il costo per acquisto di carburante, attestatosi a 193 milioni di Euro è aumentato di ben 38 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (variazione prevalentemente ascrivibile all’eccezionale ascesa del prezzo del greggio ed al relativo effetto valutario).
Perdita operativa consolidata del primo trimestre 2006 pari a 129 milioni di euro solo moderatamente superiore alla perdita dello scorso esercizio (pari a 118 milioni di Euro) malgrado gli effetti dell’incremento del costo del carburante (+38 milioni di Euro) e degli scioperi avvenuti nel trimestre.
I passeggeri trasportati nel trimestre sono stati 5,2 milioni, in crescita dell’1,9% rispetto al medesimo periodo del 2005.
La forza puntuale al 31 marzo 2006 del Gruppo è stata pari a 10.873 unità in calo di 9248 unità (-46% circa) rispetto al 31 marzo 2005 grazie all’avvenuto deconsolidamento di Alitalia Servizi ed al percorso di ottimizzazione delle risorse intrapreso. In termini globali, il coefficiente di occupazione si è perciò attestato al 68,1%, con un miglioramento di 2,7 punti percentuali rispetto al periodo a raffronto.
Secondo l’amministratore delegato, comunque, la causa del peggioramento dei conti del primo trimestre 2006 è attribuibile alle forti turbative verificatesi a gennaio a seguito principalmente di una serie di agitazioni sindacali, i cui effetti si sono protratti anche nei mesi successivi in termini di una non ottimale relazione con la clientela soprattutto nelle classi a più alto valore. A portare una caduta del livello del provento unitario (yield) del 3,4% hanno contribuito sul settore nazionale, dove le negative ripercussioni delle insoddisfacenti performance operative già richiamate sulle relazioni con la clientela a più alto valore, sono venute ad innestarsi su uno scenario concorrenziale in sensibile mutamento per l’ingresso di nuovi vettori particolarmente agguerriti; mentre su quello internazionale sono venuti ad aggiungersi lo sfavorevole impatto delle rappresentate irregolarità operative sui rapporti con i tour operator, con una conseguente flessione del prenotato nei limitati periodi di picco del trimestre e le strategie tariffarie particolarmente incisive adottate da alcuni concorrenti.
In coerenza con quanto espresso in termini di profilo dello yield il valore assoluto dei proventi del traffico passeggeri ha fatto riscontrare una riduzione dell’1,6% (da 776 a 764 milioni di Euro) a fronte dell’incremento delle previsioni originarie.
In conclusione visto l’andamento dei ricavi sensibilmente inferiore alla attese nel primo trimestre, i rischi collegati all’impatto sui conti di Alitalia di un significativo innalzamento dei corsi petroliferi e il già annunciato ritardo nell’implementazione di alcune delle azioni di aumento dell’efficacia del Gruppo declinate dal Piano, rendono più opportuno attendere il completamento del secondo trimestre del 2006 al fine di valutare appieno l’auspicabile miglioramento del clima sindacale e conseguentemente poter effettivamente iniziare a realizzare quelle azioni di cui si era in precedenza annunciato un ritardo di implementazione e valutare quindi se sia ancora possibile confermare i risultati attesi per il corrente esercizio. (ore 13:00)

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