Roma – Il nuovo Governo si è appena insediato e già le polemiche sulle “Grandi opere” fioccano. Il neo ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, ha immediatamente dichiarato: “E’ un’opera inutile e dannosa e quindi non va fatta. Mi sono occupato del ponte sullo Stretto – ha detto l’indipendente di sinistra – e me ne occupo come studioso e come ricercatore da 30 anni a questa parte, ed ho delle idee molto precise perché fondate su documenti, studi fatti, partecipazione a progetti e quant’altro. E’ una cosa che continuerò a dire sempre – aggiunge il titolare del dicastero di piazzale Porta Pia – nessuno potrà criticarmi perché la dico: penso sia un’opera inutile e dannosa”.
E immediata è arrivata la replica dell’ex ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi: “Senza l’alta velocità in Piemonte e il Ponte sullo Stretto, questo paese tornerà alle caverne… Qualsiasi esperto di trasporti che si rispetti ha chiaro che si tratta di progetti irrinunciabili e non rinviabili – ha aggiunto Lunardi – Sono affermazioni che lasciano dispiaciuti e anche molto perplessi. Hanno sbagliato a dargli l’incarico”.
E pronto ribatte Bianchi: “Questo è un Paese democratico, ognuno dice le sciocchezze che vuole. Se l’opera non si fa, l’Italia non tornerà indietro ma andrà avanti. Le priorità da affrontare sono altre. C’è Gioia Tauro, una straordinaria occasione della quale possiamo avvalerci per il Paese. In Italia- ha aggiunto Bianchi – c’è un problema di integrazione modale: abbiamo quattro tipi di trasporti ferroviario, stradale, aereo e marittimo che sono sconnessi tra loro. Uno dei requisiti per innalzare il livello di efficienza delle reti di trasporto è proprio legato alla messa in coordinazione tra di loro. Questa sarà una vera filosofia di coordinamento. Quanto alla Tav, non posso dire nulla – ha chiarito il titolare dei Trasporti – perché non conosco il problema e devo studiarlo. Rifuggo da pregiudizi e quindi non ne ho sulla Tav, sono molto legato ai giudizi che vengono dalla conoscenza dei dati di fatto”.
In ogni caso, in mezzo alle polemiche c’è anche chi ha definito solo una “gaffe” l’affermazione del neo ministro, si tratta del segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, che ha affermato: “Bianchi fa bene ad esprimere un’opinione, ma era meglio che dicesse no al ponte ma sì ad altro, al raddoppio delle rotaie al Sud, agli interporti, al raddoppiamento della rete autostradale e sì al piano delle autostrade del mare. Che insomma – insiste Bonanni – parlasse di tutte quelle cose che sono sempre state in alternativa alla costruzione del ponte”.
Un’altro sindacalista Luigi Angeletti, della Uil, è di parere esattamente opposto: “Sono favorevole da sempre al progetto sullo Stretto. Lo considero anzi, l’opera che può cambiare la storia del Mezzogiorno. Ed è proprio il dire che ci sono altre priorità la causa dello stallo di interventi che negli ultimi 30 anni ha penalizzato il Sud. Per questo – rimarca – non sono d’accordo con Bianchi. Io sono per farlo”. (ore 15:00)