Ecoincentivi, ecco i perchè

Ecoincentivi, ecco i perchè

Milano, Il tradizionale incontro di fine anno tra Unrae (Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri), la stampa e il business dell’automotive è stata l’occasione per guardare con occhio attento e scrupoloso all’attuale situazione dell’auto in Europa e in Italia, senza mancare di volgere uno sguardo all’imminente futuro.
L’anno che si sta per concludere <<è stato contrassegnato - come ricorda il presidente dell'Unrae, Salvatore Pistola - dagli ecoincentivi alla rottamazione, che hanno portato un grande numero di vecchi veicoli ad essere rottamati e quindi tolti dalla circolazione>>. Un anno, ancora una volta, che ha visto <>. Da questo punto di vista, la Case automobilistiche si sono caratterizzate per la forte propensione innovativa sul fronte delle emissioni.
Proprio gli ecoincentivi sono il punto focale attorno al quale ruota la riflessione del presidente, come anche la cifra record di immatricolazioni prevista per il 2007 in Italia: 2.480.000, vale a dire il 6,6% in più rispetto allo scorso anno. Il sistema degli ecoincentivi, infatti, è una formula vincente che porta alla vittoria su tre fronti: ne guadagna il settore auto, in quanto risulta ammodernato e migliorato (sotto l’aspetto della sicurezza e dell’ecologia); ne guadagna il cittadino, che può fare affidamento su un bonus di 800 euro e l’esclusione per 2 o 3 anni dal pagamento della tassa di possesso; ne guadagna lo Stato poiché, secondo stime Unrae, il bilancio finale dell’erogazione degli incentivi si chiuderà con un saldo attivo per le casse statali di circa 62,5 milioni di euro, grazie al maggior introito di Iva e delle altre tasse realizzato sulle 230.000 auto immatricolate in più, rispetto a quante ne sarebbero state vendute senza questa iniziativa.
Appare quindi banale la constatazione secondo la quale, affinché gli effetti positivi sopra esposti non si annullino nel breve periodo, che il programma di incentivazione possa proseguire nel tempo con interventi pluriennali strutturati. L’Unrae non nasconde tale richiesta e a supporto, sostiene la ripetizione degli incentivi per il 2008, che potrebbe avere questi effetti: circa 550.000 vetture sostituite con Euro 4, tra vecchie Euro 0 ed Euro 1 e la possibile aggiunta delle Euro 2 con più di 10 anni di anzianità; nuovo effetto freno alla crescita del parco da 500.000 a 200.000 nuove unità, ottenuto grazie all’andamento deciso delle rottamazioni (oltre 1 milione e 800 mila unità); saldo attivo di 160 milioni di euro per le casse dello Stato generato da almeno 300.000 vetture in più rispetto al potenziale del mercato in assenza di incentivi; infine, contributo di 0,3 punti percentuali sul Pil.
Tornando all’anno che si sta per concludere, è sicuramente un anno di eccezionale crescita del settore auto a livello mondiale. Le immatricolazioni mondiali, infatti, raggiungeranno 57,5 milioni di unità, in progresso di oltre il 3,5% rispetto al 2006. Una crescita dovuta, per circa il 70%, ai mercati emergenti, soprattutto quelli appartenenti all’area dei BRICs (Brasile, Russia, India e Cina), a fronte di una certa stagnazione dei mercati maturi. Stati Uniti e Giappone, infatti, si dimostrano due mercati alquanto saturi. Stesso dicasi per l’Europa, che in ogni caso a fine 2007 registrerà una sostanziale stabilità, con poco più di 15,5 milioni di autovetture immatricolate, pari all’1,2% di crescita rispetto al 2006. E’ doveroso sottolineare che la lieve crescita del mercato Europeo, a parte il buon andamento dei nuovi membri comunitari, è stata possibile grazie al mercato italiano. Il mercato europeo, infatti, nei primi dieci mesi dell’anno (escludendo l’Italia), avrebbe registrato una crescita quasi nulla. Tra gli altri Paesi di volume, in forte crescita troviamo solo la Gran Bretagna (+2,5), che proprio con l’Italia si contende il secondo posto in Europa.

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