Albertis-Autostrade, infattibile?

Albertis-Autostrade, infattibile?

Roma – Se si trattasse di un matrimonio canonico si potrebbe parlare di annullamento alla sacra rota per atto “rato e non consumato”, ma poiché siamo nel campo economico è un po’ strano applicare il termine alla fusione fra Albertis e il Gruppo Autostrade. Eppure è proprio così, questo matrimonio annunciato, di cui esistono già tutti i documenti necessari ha poche chance di consumarsi.
Le pressioni sul Gruppo italiano sono molteplici, l’Anas continua a chiedere ulteriori chiarimenti e il Cda riunitosi ieri ha esaminato il progetto dal quale “sono emerse situazioni di conflitto di interessi in capo ad alcuni soci partecipanti al futuro azionariato di controllo tali da poter risultare penalizzanti per la capacità di Autostrade ad adempiere agli obblighi della concessione.
Anche l’Antitrust non smette di dire la sua e Antonio Catricalà, presidente dell’oragano di controllo, afferma che: “Quando Autostrade e Abertis notificheranno l’operazione di fusione all’Antitrust Europeo se riterremo che ci siano effetti anti-concorrenziale in Italia chiederemo di essere noi competenti anche se non si fa quasi mai. Noi lo abbiamo fatto per il caso Coca Cola è nostra facoltà chiedere mentre è potere della Commissione Europea darci la competenza”.
Intanto anche il ministro dei trasporti Di Pietro non manca di dire la propria chiedendo che il Gruppo Autostrade “venga allo scoperto e dichiari le proprie intenzioni quanto all’organico manageriale italiano”.
Insomma, la partita pare ancora tutta da giocare e non è del tutto escluso che rientrino in campo altri giocatori finora rimasti sugli spalti (ad esempio Banca Intesa…). (ore 10:30)

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