Roma – Alla fine il Governo ha avuto l’ultima parola e Elio Catania presidente e ad di Fs, lascerà oggi il suo incarico per fare posto al duo composto da Mauro Moretti, attuale amministratore delegato di Rfi e a Paolo Baratta (al quale andrebbe l’incarico di presidente).
“E’ prassi delle ferrovie non commentare notizie di stampa” è stato il lapidario commento della holding di villa Patrizi alle prime indiscrezioni che già ieri circolavano nell’ambiente.
Di fatto però Catania lascia e lo fa, stando ai bene informati, mettendosi in tasca una lauta buona uscita: 5 milioni di euro, ovvero due annualità della sua retribuzione.
Approdato nelle Fs il 18 maggio del 2004 l’ormai ex presidente e ad, si era presentato con un piano di rilancio aggressivo e altamente espansionistico che doveva però passare attraverso un progressivo aumento delle tariffe ferroviarie, fatto questo non gradito al Governo che in più occasioni nella precedente legislatura ha bocciato le sue richieste in merito.
Insomma, un rapporto con l’esecutivo che Catania non ha iniziato nel migliore dei modi e che è andato via, via deteriorandosi fino al colpo di grazia dei giorni scorsi quando nella Finanziaria è stato deciso il taglio del 90% dei trasferimenti al Gruppo, fatto che lo ha definitivamente messo in ginocchio.
Ora Trenitalia dovrà essere ricapitalizzata con un rifinanziamento che partirà in ottobre e che non ci sarebbe stato, era evidente leggendo fra le righe, fino a quando Catania e Testore sarebbero rimasti ai propri posti.
Adesso si può ripartire e lo si farà riempiendo i vuoti lasciati dal management uscente (tutto il cda di Trenitalia, il cui mandato è scaduto in maggio insieme a quello di Testore, è da rifare) e dal passaggio di Moretti da Rfi a Fs.
E intanto una cosa appare chiara, nonostante le pressioni fatte del ministro dei Trasporti Antonio Di Pietro per uno scorporo di Rfi da Trenitalia, l’esecutivo non vede di buon occhio una così drastica soluzione anche se nelle prossime settimane potrebbero essere presi in considerazione riassetti del Gruppo che meglio possano favorire l’apertura del mercato a parità di condizioni fra diversi operatori. (ore 10:30)