Fiat, risultati che non si vedevano da tempo…

Fiat, risultati che non si vedevano da tempo…

Torino – I dati venuti fuori dal Consiglio di amministrazione di Fiat riunitesi ieri a Torino, sotto la presidenza di Luca Cordero di Montezemolo, per approvare i risultati consolidati del Gruppo del primo semestre e del secondo trimestre 2006 non sono confortanti… sono decisamente entusiasmanti. Il Gruppo ha, infatti, raggiunto un risultato record (non capitava dal 2001): un milione di autovetture vendute nel semestre!
A fronte di mercati stabili, nel secondo trimestre il fatturato del Gruppo cresce del 12,9% a 13,6 miliardi di euro, trainato dalla performance di Fiat Auto (+20,8%), delle Macchine per l’agricoltura e le costruzioni (+6,2%) e dei Veicoli industriali (+5,2%).
Il risultato della gestione ordinaria del Gruppo è quasi raddoppiato a 659 milioni di euro, con un
margine sui ricavi del 4,8%. Per il terzo trimestre consecutivo Fiat Auto riporta un risultato della gestione ordinaria positivo, a 88 milioni di euro (in crescita di 176 milioni) sulla
spinta dei forti volumi, il settore Veicoli industriali ha raddoppiato il risultato della gestione ordinaria che raggiunge 163 milioni di euro, grazie ai maggiori volumi e alle efficienze
sui costi e il settore Macchine per l’agricoltura e le costruzioni si è attestato a 273 milioni di euro, con un miglioramento di 59 milioni di euro determinato al netto di un provento non ricorrente rilevato nel 2005. Determinanti i buoni risultati del comparto macchine per le costruzioni. Il cash flow industriale, positivo per il terzo trimestre consecutivo, è pari a 0,6 miliardi di euro e riduce il debito industriale netto a 2,3 miliardi di euro (rapporto fra debito industriale netto e patrimonio netto in calo a 0,24:1).Tutto ciò ha fatto si che il Gruppo ha deciso di innalzare i target per il 2006. Gli obiettivi, infatti, sono adesso: portare il risultato della gestione ordinaria a 1,85 miliardi di euro (Fiat Auto da 200 a 250 milioni di euro); il risultato netto a 800 milioni di euro e il debito industriale netto a circa 2 miliardi di euro a fine esercizio. I ricavi del Gruppo Fiat nel secondo trimestre del 2006 sono stati pari a 13,6 miliardi di euro, in crescita del 12,9% rispetto allo stesso periodo del 2005. Il miglioramento si deve, innanzitutto, all’area Automobili, che ha realizzato un fatturato di 6,6 miliardi di euro, in crescita di quasi il 19% rispetto al secondo trimestre 2005. Tale incremento è stato determinato in massima parte da Fiat Auto, con un fatturato in aumento del 20,8%, e da Ferrari (+9,3%). Buone anche le performance degli altri principali settori del Gruppo, con le Macchine per l’agricoltura e le costruzioni che registrano ricavi per 3 miliardi di euro (+6,2%) e i Veicoli industriali con un fatturato di 2,3 miliardi di euro (+5,2%).
Il risultato della gestione ordinaria è stato di 659 milioni di euro, in forte crescita dai 360 milioni del secondo trimestre 2005. Il margine della gestione ordinaria si è posizionato al 4,8%. Significativi i miglioramenti realizzati in particolare da Fiat Auto, che passa da una perdita di 88 milioni di euro ad un risultato positivo di 88 milioni di euro.
Ciò vuol dire, il terzo trimestre in nero consecutivo per il settore auto. “Nessun trionfalismo – ha dichiarato un Luca di Montezemolo palesemente soddisfatto – Gli occhi continueranno a rimanere puntati sul prodotto e sul cliente, ma il recupero dell’auto ci permette di confermare e migliorare gli impegni presi due anni fa”.
Ma veniamo nello specifico ai conti dell’Auto. Nel secondo trimestre del 2006 il significativo aumento dei volumi di vendita ha permesso all’area Automobili di realizzare ricavi per 6,6 miliardi di euro, con una crescita del 18,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Fiat Auto (Fiat, Alfa Romeo, Lancia e Fiat Veicoli Commerciali) ha realizzato ricavi per 6 miliardi di euro, in aumento del 20,8% sul secondo trimestre 2005.
La forte accelerazione dei risultati commerciali nel secondo trimestre è stata determinata principalmente dal crescente interesse dei clienti per i nuovi modelli di Fiat Auto, con la Grande Punto in testa (313.000 ordini dal lancio di metà settembre 2005 in Italia). Fiat Auto ha consegnato complessivamente 515.800 veicoli, il 19,2% in più rispetto al secondo trimestre 2005. In Europa Occidentale (347.400 consegne) la crescita è stata del 27,2%, in netta controtendenza rispetto al mercato, che nello stesso periodo è calato dello 0,7%. In Italia, le vendite si sono incrementate del 34%, con un aumento pari a oltre cinque volte quello della domanda (+6%). Buone le performance anche negli altri Paesi europei, dove le consegne sono cresciute ovunque (Gran Bretagna +51,1%; Germania +20,1%; Francia +7,1%; Spagna +1,5%) pur in presenza di mercati negativi (Gran Bretagna – 4%; Francia -3%; Germania -2%).
In linea con l’aumento della domanda (+3,9%) il miglioramento delle vendite di Fiat Auto in Brasile è stato del 3,8% con 110.000 unità consegnate. In Polonia, dove la domanda è scesa del 3,9%, le consegne di Fiat Auto sono cresciute del 14,2%. In recupero per le automobili (tutti i marchi del Gruppo nel loro complesso) anche le quote di mercato che salgono al 7,9% in Europa Occidentale (+1,3 punti percentuali) e al 30,7% in Italia (+3 punti percentuali). Sostanzialmente invariata, invece, la quota di Fiat Auto del mercato brasiliano (24,4%) dove i volumi sono cresciuti (+7,8%) in sintonia con il mercato. In Polonia la quota è rimasta sostanzialmente invariata (10,7%), a fronte di una tendenza alla riduzione delle vendite che si è invertita solo nel secondo trimestre.
Con 161.000 unità, sono cresciute nel semestre anche le consegne complessive dei veicoli commerciali (+10,1%). In Europa Occidentale le consegne sono state oltre centomila, pari ad una crescita dei volumi del 12,8%, e la quota Fiat è passata dal 10,6% all’11,3%.
L’area Automobili ha realizzato nel primo semestre un risultato della gestione ordinaria positivo per 183 milioni di euro (margine della gestione ordinaria dell’1,4%), contro una perdita di 238 milioni di euro dei primi sei mesi 2005.
Fiat Auto, in particolare, ha conseguito un utile della gestione ordinaria di 145 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto alla perdita di 217 milioni di euro del primo semestre 2005.
Maserati ha realizzato, nel secondo trimestre, ricavi pari a 148 milioni di euro, in diminuzione dell’11,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, che però aveva beneficiato delle vendite aggiuntive della serie speciale MC12.
Le vetture consegnate alla rete di vendita nel periodo sono state 1.692 contro le 1.750 del 2005. Il calo dei volumi (-3,3%) è stato determinato da una leggera flessione nelle consegne dei modelli Quattroporte e Coupé, in parte compensata dall’incremento delle vendite del modello Spider, nella nuova versione GranSport. Nel secondo trimestre il risultato della gestione ordinaria è stato negativo per 7 milioni di euro, con una riduzione di oltre due terzi rispetto alla perdita registrata nell’analogo periodo dell’anno scorso (24 milioni di euro). Il miglioramento è essenzialmente dovuto alle efficienze sui costi. Il fatturato realizzato nel semestre da Maserati è stato di 269 milioni di euro, in riduzione del 9,1% rispetto alla prima metà del 2005. Il risultato della gestione ordinaria è stato negativo per 26 milioni di euro, dimezzato rispetto al primo semestre 2005. Le vetture consegnate alla rete di vendita nel semestre sono state 3.024, con una riduzione del 3,8% rispetto al primo semestre del 2005.
Nel corso del semestre è iniziata la commercializzazione delle nuove versioni Quattroporte Sport GT, Gransport MC Victory e GranSport Spyder, queste ultime due presentate in marzo al Salone di Ginevra. Sono, inoltre, stati aperti nuovi punti di vendita in Russia, Cina, Australia e Svezia.
Nel trimestre Ferrari ha realizzato un fatturato di 389 milioni di euro, in crescita del 9,3% rispetto al secondo trimestre 2005. Il miglioramento si deve, principalmente, alle vendite della serie speciale FXX e al mix di prodotto più favorevole. Nel periodo, il risultato della gestione ordinaria è stato positivo per 53 milioni di euro, rispetto ai 40 milioni

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