Milano – Ispezione a sorpresa di Trenitalia: 261 carrozze non superano l’esame pulizia. Un anno dopo le zecche, i treni rimangono irrimediabilmente sporchi. Questi blitz, che hanno preso il via lo scorso maggio, sono previsti nel piano di controllo voluto, a fine 2005, da Roberto Testore, amnministratore delegato di Trenitalia. E hanno interessato, sinora, sei regioni: Calabria, Campania, Liguria, Lombardia, Puglia e Sicilia. La situazione più critica riguarda il Meridione: addetti alle pulizie sorpresi a dormire in servizio o del tutto assenti, cartacce sparse per i vagoni, pavimenti luridi e persino qualche “graffito” a deturpare le vetture. Maglia nera a Napoli. Ma sembra non siano da meno Palermo, Reggio Calabria e Lecce. La pulizia dei treni rappresenta un business da 190 milioni di euro l’anno. La società, gestore del traffico passeggeri per le Fs, ha ingaggiato ispettori esterni e ha dato il via ai controlli sulle tredici aziende che hanno vinto gli appalti. Ma le carenze igieniche riscontrate sono notevoli: su queste basi Trenitalia ha inviato alle società interessate dal blitz una lettera in cui si prospetta la rescissione del contratto.