“Donne e motori, gioie e dolori”, quando la saggezza popolare non ha nulla a che vedere con la vita reale…
Sentire il vento fra i capelli e il rombo del motore nelle orecchie non è più un desiderio da “uomini”, né tanto meno lo è stringere fra le cosce potentissime creature di cromo e acciaio capaci di regalare sensazioni indescrivibili. Le moto sono oramai da anni entrate con tutta la forza dei loro cavalli entrate a fare parte dell’universo femminile conscio di quel senso di libertà che si prova a correre in mezzo ad un paesaggio dai contorni sfumati mentre il soffio del vento taglia il respiro, quando non c’è nessuno, a dettare regole (codice della strada a parte) e ogni più piccola decisione dipende dalla propria volontà…
La moto offre un duplice vantaggio, la possibilità di spostarsi con estrema facilità risolvendo i problemi quotidiani di mobilità e al tempo stesso un simbolo
del superamento del sé, del limite e ricerca di quell’equilibrio sempre
precario tra la forza di gravità che ti spinge a terra, e quella centrifuga
della velocità che ti spinge avanti. Una spinta, una forza, un equilibrio
che tutti cercano nella propria vita e che con la moto si vive fisicamente.
Riuscire a trovarlo, anche solo alla guida di una moto, fa molto bene, aiuta
a crescere, a stare meglio.
Negli States almeno 100.000 moto all’anno finiscono per essere “possedute” da una donna e le motocicliste sono passate dai 3.2 milioni del 1998 ai 4.3 milioni del 2003 (+34% contro il +20% dell’incremento maschile).
Le Case americane, con l’Harley Davidson in testa, si organizzano mettendo a punto corsi specifici per insegnare ai propri venditori a trattare con il “gentil sesso”, preparano selle più strette e frizioni più morbide, rivisitano i colori delle due ruote rendendoli più brillanti e preparano intere linee d’abbigliamento dedicate alle donne.
Anche l’Italia si sta attrezzando in merito, come la Buell, ad esempio, che ha creato la scuola guida Women Academy o l’Harley ha organizzato un tour della Sicilia in moto per sole donne, o ancora la Ducati che ha creato la Y25K, primo team strutturato d’Italia, per non parlare degli innumerevoli siti internet dedicati alle “centaure” (vedi motocicliste.net).
Insomma la passione per la moto fra le donne dilaga e un pò tutte le Case motociclistiche strizano l’occhio alla nuova tendenza organizando corsi, eventi, workshop, informazione per far sì che le neofite delle due ruote imparino a guidare bene, a conoscere la manutenzione della loro “creatura” e tutto ciò che serve per affrontare un viaggio o anche solo un giro in città con tranquillità e sicurezza, in modo da poter godere al massimo del piacere della guida e del mondo che si può conoscere guidando.
Ma i vari corsi hanno anche lo scopo di azzerare quel “gap” che si crea tra un motociclista uomo e uno donna, dal momento che queste ultime, soprattutto in Italia, iniziano ad avvicinarsi alla moto mediamente molto tardi rispetto agli uomini
(intorno ai 25 anni, invece che i soliti 14 per un ragazzo). Di conseguenza lo fanno quando sono già adulte ed hanno sia “ritardo” di conoscenze tecniche da colmare in poco tempo, sia un approccio differente, dato appunto da un primo impatto in età adulta e matura. Si vergognano di fare domande che temono possano essere ritenute stupide, si sentono sempre meno sicure degli uomini dei corsi di guida, hanno maggiore difficoltà a seguire una stampa specializzata che sottintende spesso una buon livello di alfabetizzazione tecnica.
Per quante abbiano in mente di scegliere la prima moto (che ricordate, nella vostra vita avrà valenza né più né meno che il primo amore, non la scorderete mai..), abbiamo pensato a qualche consiglio.
Per cominciare, è bene scegliere un mezzo che non abbia la sella troppo alta: l’altezza ideale è quella che consente di mettere a terra entrambi i piedi almeno per metà. Il peso della moto non rappresenta un problema se non in due circostanze: in caso di caduta della moto o di