Roma – L’automotociclista è la novità che emerge dal Rapporto Due Ruote 2006 curato da ACI-Censis. Il report, giunto all’ottava edizione, traccia un inedito ritratto del guidatore italiano: amante di moto e auto, possiede entrambi i mezzi e li cambia secondo la situazione. Preferendo girare in moto, d’estate e nei giorni feriali, e relegando l’auto al sabato e al grigiore invernale. Lo studio dell’ACI si è mosso su un campione, a livello nazionale, di 1.600 interviste telefoniche a soci e 2.000 interviste a non soci. Inoltre, esperti dell’associozione hanno monitorato il comportamento su strada dei motociclisti in sei città campione, quali Palermo, Napoli, Roma, Bologna, Milano e Verona. L’automotociclista, come definito dal presidente dell’ACI Franco Lucchesi, può essere di due tipi: l’under 35, gratificato dall’acquisto di una moto, che vive in piccoli o medi centri e quello dai 35 ai 64 anni, che acquista una moto perché funzionale. La moto ha un ruolo da protagonista anche in famiglia. Sembrano tramontati i tempi in cui padri e figli si dividevano un motorino: se nel 2001 la condivisione del mezzo si assestava sul 49,8%, oggi si arriva appena al 36%. Segno che la moto conquista sempre più anche per esigenze pratiche, quali il traffico e la manegevolezza del mezzo. Per ciò che concerne il mercato è interessante notare che si vendono sempre meno ciclomotori mentre vanno a ruba le grosse cilindrate. La flessione è dovuta probabilmente all’introduzione dell’obbligo del casco e del patentino per minorenni e adulti non patentati. Secondo una stima Istat/Censis, consideranno il decennio 1996-2006 e partendo con base 100, si nota come attualmente la consistenza del parco veicolare sia cresciuta per le moto (184,39) e diminuita per i ciclomotori (98,32). Per quanto riguarda l’acquisto delle moto, tra il 2004 e il 2006 si registra un calo nel mercato dell’usato (-8,3%). Un po’ più delicata la situazione “sicurezza”: sui 1.498 centauri campioni sono risultati parecchi trasgressori. Le infrazioni più frequenti? Sorpassi a destra, niente casco, passare col rosso e non usare la freccia. Il primato spetta a Napoli, dove l’89% dei motociclisti commette trasgressioni alla guida. Seguono Milano (51%) e Bologna (46%). Ligi al codice della strada sembrano essere i veronesi: ben il 79,6% rispetta le regole. Seguiti da romani (71,3%) e palermitani (56%). Tuttavia gli incidenti stradali, spesso fatali, che coinvolgono i centauri sono in aumento. Per questo, secondo il rapporto dell’ACI, si dovrebbero costruire moto più sicure e avere un po’ più di conoscenza del mezzo, inserendo magari l’educazione stradale come materia di studio nelle scuole. (ore 13:00)