Ford, uscita dal lusso e dimissioni di Rubin

Ford, uscita dal lusso e dimissioni di Rubin

0 1

Los Angeles – La crisi del colosso Ford sta lentamente prendendo forma. Prova ne è la possibilità, che si sta vagliando in questi giorni, di vendere le marche di lusso, Jaguar, Volvo, Land Rover e Aston Martin. A comprare dovrebbe essere l’uomo che le aveva consolidate nel corso degli anni ’90, l’ex amministratore delegato Jacques Nasser, oggi partner del braccio di private equity della Jp MorganChase one equity partners. Che si tratti di un’operazione fattibile e non di chiacchiere lo dimostrano le dimissioni dal consiglio di amministrazione Ford dell’ex ministro del Tesoro Robert Rubin, causa “possibili conflitti di interessi”. Rubin, infatti, è anche consigliere del gigante della finanza Citigroup, potenziale finanziatore delle operazioni di cui si sta discutendo in casa Ford, tra cui anche la privatizzazione dell’azienda.
Molti analisti del settore ritengono che la vendita di attività sia necessaria per Ford ma non sufficiente per il suo risanamento. Il vero problema di fondo è la continua perdita di quote di mercato sotto i colpi dei competitors, soprattutto giapponesi. A ciò si aggiunga anche la fallita strategia di puntare sui grossi fuoristrada ad altro consumo, in un momento in cui il prezzo della benzina continua a lievitare. Prova del fallimento è l’ennesima perdita del 10% delle vendite a luglio in Usa, dove per la prima volta nella storia Toyota è riuscita a superare Ford nella vendita di autoveicoli.
Fallito anche il radicale piano di ristrutturazione “way forward”, che ha portato al licenziamento di 30.000 dipendenti e la chiusura di 14 stabilimenti, Ford pensa anche di cedere una quota nella divisione finanziaria Ford credit, imitando così GM. Secondo indiscrezioni poi, Ford sembrerebbe interessata ad unirsi all’alleanza tra Renault Sa e Nissan, nel caso in cui le trattative tra General Motors e Renault-Nissan non andassero in porto.

NO COMMENTS

Leave a Reply