Madrid – Il 2006 di Iberia continua ad essere negativo. La compagnia aerea spagnola, infatti, oltre all’aumento del petrolio che ha causato un incremento dei costi e una diminuzione della redditività, ha dovuto sostenere anche i costi causati dallo sciopero di 3 giorni dei piloti a inizio luglio e quello del personale di terra del 28 luglio all’aeroporto di Barcelona, di cui Iberia ha l’handilng, che ha causato la cancellazione di 800 voli. Il costo per lo sciopero dei piloti ammonta a 20 milioni di euro, quello di Barcelona è ancora da quantificare, ma dovrebbe essere molto pesante. A ciò si aggiunge poi la perdita di 9 milioni di euro nel primi mesi dell’anno. Iberia dovrà quindi incidere sui costi, riorganizzare la propria rete voli e dare maggiore consistenza al piano triennale 2006/2008 che prevede di ridurre il totale degli occupati del 9%.
Se si considera l’aumento delle compagnie low cost, inoltre che guadagnano quote del mercato spagnolo, si intuisce come la situazione per Iberia non sia molto felice. Per frenare l’avanzata low cost però, Iberia ha costituito la propria compagnia a basso costo, la Clickair, di cui controlla il 20% del capitale.
Il 2006 si chiuderà in rosso, e questo Iberia lo sa. Ma bisogna dire che il risultato sarà dovuto ad eventi “particolari”, come gli scioperi e il prezzo del petrolio. Il giro d’affari legato all’attività di trasporto, infatti, è aumentato dai 2,25 miliardi del giugno 2005 agli attuali 2,50 miliardi.