Isole Eolie a rischio eliminazione Unesco

Isole Eolie a rischio eliminazione Unesco

Milano, La notizia è di quelle che fanno balzare sulla sedia. Eppure non mi sembra d’aver sentito squilli di tromba, viene da dubitare che la popolazione ne sia adeguatamente informata: l’Unesco ha dato inizio alla procedura che potrebbe portare all’eliminazione delle Isole Eolie dall’elenco dei beni di valore mondiale per l’Umanità. E per il resto della Sicilia le cose non vanno certamente meglio.
I criteri della Convenzione per il Patrimonio mondiale dell’Umanità, che entrò in vigore nel 1972, vengono spesso riadattati.
Sono i singoli Stati dell’Unesco che devono presentare domanda, completa di documentazione da esaminare per l’iscrizione.
In seguito l’Icomos, organismo per i siti di valore storico e artistico, e l’Uicn, organismo per quelli naturali, prestano il proprio supporto tecnico.
Soprintendenze, Enti parchi, Comune, etc, hanno il compito di inoltrare le domande, che giungono, finalmente, al gruppo di lavoro interministeriale al ministero per i Beni e le Attività Culturali.
La Commissione nazionale è il tramite con l’Unesco. Se la Convenzione non viene rispettata, qualora venissero a mancare le condizioni d’integrità, per colpa di politiche di sviluppo sconsiderate, si può arrivare addirittura alla cancellazione. Eccoci al dunque, infatti!
L’Unesco ha dato il via alla procedura d’attenzione sulle Isole Eolie e sta tenendo d’occhio tutti gli altri siti siciliani sotto tutela.
41 di essi sono inseriti nella “World heritage list” e ben 5 sono siciliani: l’area archeologica di Agrigento, la villa romana del casale a piazza Armerina, le città barocche della Val di Noto, Siracusa e la Necropoli di Pantalica e le isole Eolie. Ma che fanno le amministrazioni locali e la giunta regionale?
Ricordiamo che l’isola è una regione a statuto autonomo e questo disastro che si prospetta all’orizzonte è colpa degli interessi personali di speculatori senza scrupoli.
L’Unesco ha chiesto ripetutamente di cessare le attività di escavazione a Lipari, “ma questa- afferma Legambiente- continua imperterrita, seppur solo per smaltire i detriti già escavati”.
Concessioni edilizie, un Piano regolatore (non ancora approvato) che prevede un’aeropista a Lipari, certamente non sono d’aiuto.
Legambiente Sicilia ha dovuto fare ricorso al Tar per evitare la costruzione di uno stabilimento balneare con discoteca in una zona protetta! Il Comune e la Soprintendenza, infatti, avevano dato la concessione edilizia!
La lista degli scempi perpetrati in Sicilia è lunga, si potrebbe iniziare dalle trivellazioni in Val di Noto, delle case abusive (600!) nella Valle dei Templi, l’assurda idea di costruire un rigassificatore a Porto Empedocle, l’incuria nella manutenzione degli altri siti…
E’ chiaro che qualcosa non va. “Qualcuno” tutela gli interessi di “qualcuno”, si deve assolutamente imboccare la strada dello sviluppo ecosostenibile, cosa che, oltre che doverosa, gioverebbe anche alle nostre tasche. Si calcola infatti, che l’iscrizione alla lista aumenti del 30% le presenze turistiche! A buon intenditor… (Ore 09:00)

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