Ue ha deciso, aperta procedura contro Italia

Ue ha deciso, aperta procedura contro Italia

Bruxelles – La aspettavamo a giorni e ieri è arrivata. La Commisione europea si è pronunciata, infatti, in via preliminare, sulla fusione “rimandata” fra Autostrade e Abertis.
Il risultato è stato un bel “pollice verso” e l’apertura di una procedura formale contro l’Italia per violazione dell’art. 21 del regolamento che da a Bruxelles la competenza esclusiva sulle fusioni di dimensioni comunitarie.
“L’Italia – ha fatto sapere la Commissione Ue – ha ora 10 giorni per rispondere all”analisi preliminare dell’esecutivo Ue”.
Nel frattempo è arrivato, sempre ieri, un provvedimento del ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro che, di fatto, fa una prima piccola retromarcia cancellando il tetto del 5% alla presenza dei costruttori nell’azionariato delle società concessionarie autostradali e abolendo il divieto della presenza di soci costruttori nella concessionaria. Nella proposta di modifica del Governo, si legge che “cessa di avere applicazione a decorrere dal 3 ottobre 2006 la deliberazione del consiglio dei ministri del 16 maggio 1997 relativa al divieto di partecipazione all’azionariato stabile di Autostrade spa di soggetti che operano in prevalenza nei settori delle costruzioni e della mobilità”. Il provvedimento del Governo vietava la presenza di soci costruttori nella concessionaria. Una condizione questa che, di fatto, giustificava lo stop dell’esecutivo alla fusione tra Autostrade e la spagnola Abertis. Novità anche in tema di tariffe: nell’emendamento, si legge che per “la determinazione del loro saggio annuo di adeguamento, si dovrà tenere conto dell’evoluzione del traffico, della dinamica dei costi, del tasso di efficienza e qualità dei concessionari”. Non solo, a favore degli utenti viene previsto anche “il recupero della parte degli introiti tariffari relativi ad impegni di investimento programmati e non realizzati nel periodo precedente.
Da Bruxelles è intervenuto sull’iniziativa del Governo italiano il portavoce del commissario Ue al Mercato interno Charlie McCreevy, Oliver Drewes, dichiarando: “Non conosco l’emendamento e al momento non facciamo nessun commento, in ogni caso non abbiamo mai detto ufficialmente che stiamo indagando sul questo. Entro un paio di settimane – ha concluso Drews – la Commissione europea presenterà i risultati delle sue analisi”.
Per le società interessate alla fusione, comunque, si tratta ancora di una vittoria di Pirro, dal momento che mentre il premier Romano Prodi, si profonde in dichiarazioni incoraggianti dando sostanzialmente semaforo verde all’operazione Autostrade-Abertis, Di Pietro si piega ma non si spezza affermando che “Autostrade deve presentare una nuova richiesta di trasferimento di concessione alla futura società post fusione con Abertis”. E in merito alla decisione Ue di avviare una procedura contro l’Italia per lo stop Di Pietro ha dichiarato: “E’ fuori luogo e fuori tempo. Gli emendamenti al decreto legge allegato alla Finanziaria relativo alle concessionarie autostradali – ha chiarito – sono opportuni per trovare una sintesi, e una nuova soluzioni accettabile da tutti”.
Intanto la Autostrade Spa e la controllata Autostrade per l’Italia Spa, che soddisfatte non lo sono affatto, stamani hanno fatto sapere di avere “notificato ieri un ricorso al Tar del Lazio, per l’annullamento del provvedimento con il quale l’Anas ha negato l’autorizzazione all’operazione di fusione di Autostrade Spa con Abertis, datato 5 agosto 2006, nonché dei relativi atti presupposti, connessi e conseguenti”.
A completare il quadro degli “insoddisfatti” dalle manovre del Governo, ieri il presidente dell’Aiscat (Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori) ha annunciato la decisione di lasciare il proprio incarico a seguito di quella che egli ha definito “la decisione unilaterale del governo di intervenire sul tema delle concessioni senza alcun confronto con l’associazione confindustriale rappresentante tutte le società concessionarie delle autostrade nazionali”. Ad avviso di Palenzona, l’emendamento presentato alla Finanziaria “non risolve le problematiche emerse nell’ambito della Commissione Europea, ma provocherà inutili perdite al sistema e l’allontanamento degli investitori stranieri dall’Italia”.
Stessa opinione, fra l’altro, espressa dal presidente di Confindustria, Luca di Montezemolo, il quale ha espresso la propria preoccupazione “per come sono state elaborate le proposte di modifica della normativa sulle concessionarie autostradali, si tratta di alterazioni unilaterali di contratti con imprese – ha affermato – E una tale alterazione del rapporto di fiducia, non potrà che nuocere alla possibilità di finanziare nuove infrastrutture; rendendo anche più arduo – ha concluso – attrarre investimenti in Italia”.
Ovviamente il ministro di Pietro non è dello stesso parere: “Mi dispiace per la decisione di Palenzona, spero che ci ripensi. Forse ha frainteso o io mi sono espresso male si è trattato di una scelta di responsabilità maturata dopo aver sentito il Parlamento, la Commissione europea, l’Aiscat, le associazioni dei consumatori e quant’altro. Poi abbiamo deciso di presentare l’emendamento. Non lo abbiamo concordato con nessuno, men che meno con Aiscat. Se sono stato frainteso – ha aggiunto il ministro -mi dispiace perché non intendevo coinvolgere in una polemica Palenzona o chicchessia. Ognuno ha il suo ruolo nel rispetto l’uno dell’altro senza connivenze o condiscendenze”. (ore 10:00)

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