Roma – Fabrizio Solari, segretario generale della Filt-Cgil, a margine di una conferenza stampa sui problemi di Alitalia si è lasciato sfuggire qualche indiscrezione che ha irritato gli “abitanti” di via XX Settembre, ma che è servita a fare luce sulle intenzioni del Governo in merito al futuro della compagnia (dal momento che da Palazzo Chigi non sono arrivate smentite, ma la sola conferma dell’intenzione di lanciare un bando pubblico di gara, con l’assistenza di una banca d’affari, per la raccolta di manifestazioni di interesse e piani industriali di investitori interessati al vettore italiano).
Il “domani” quindi, passerebbe attraverso una a tre con il Governo che scenderebbe al di sotto dell’attuale quota del 49%, l’ingresso di un socio italiano e di un alleato internazionale.
“In questi giorni e in queste ore – ha detto Solar i- ci sono ripetute affermazioni di esponenti del governo sulla necessità che Alitalia debba rimanere italiana. L’idea che si sta affermando è quella di una governance della compagnia che veda una sostanziale tripartizione con il Tesoro che verrebbe ad abbassare la sua quota attualmente detenuta nella compagnia, l’ingresso di un socio italiano e quello di un alleato internazionale”.
Solari ha anche chiarito che dopo il vertice di Lucca la strada di Air France, per Alitalia, è diventa troppo impegnativa per i costi che la stessa Alitalia si troverebbe a dover pagare (ridursi a “navetta” fra le città italiane e Parigi o Amsterdamm con pochi collegamenti diretti intercontinentali, ndr.) ma continua ad essere caldeggiata da Prodi, Letta e Cimoli.
Altra possibilità sarebbe una lieson con Air One e quindi Lufthansa, che comporterebbe gli stessi costi per Alitalia oltre ad essere rischiosa date le limitate risorse, ed i debiti, della compagnia di Carlo Toto che comunque risulta ufficialmente con i conti in attivo.
“Per questo noi sosteniamo – ha sottolineato Solari – la necessità e l’opportunità di guardare ad Est del nostro Paese piuttosto che ad ovest. E questa sembra essere la convinzione anche della maggioranza del Governo”.
Sul misterioso partner asiatico per l’ex compagnia di bandiera italiana (caledeggiato da Rutelli e D’Alema, i due vice premier) nessuna indiscrezione tranne l’affermazione di Solari: “potrebbe non necessariamente trattarsi di una aviolinea ma anche di un altro socio”. (ore 9:55)

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