Roma – Opposti schieramenti politici e, nemmeno a dirlo, opposti pareri sulla medesima vicenda.  Il Ministro degli Esteri e vicepremier D’Alema, Massimo D’Alema, e l’ex premier, e neo candidato a premier per il Pdl, Silvio Berlusconi, non sono assolutamente concordi circa la vicenda. dell’assegnazione della quota di Alitalia attualmente nel portafoglio del Governo, ad Air France.
Berlusconi ha idee chiare sia sulla compagnia di bandiera, sia sulla cessione della veste di hub aeroporto internazionale di Malpensa.
“L’Italia non deve privarsi di una compagnia di bandiera – ha detto – Sono molto critico per la direzione che si è presa. Non è possibile che un hub come Malpensa debba essere privato del 72% dei voli e debba andare incontro ad una perdita di un miliardo o addirittura di due contro due-trecento milioni di Alitalia. Un Paese deve saper sopportare le perdite di certe aziende – ha osservato riferendosi ad Alitalia – E’ necessario che gli imprenditori si consorzino”.
Per il ministro D’Alema, invece, opposta opinione: “Arrestare di colpo l’acquisizione da Air France – ha detto – rischia di portare Alitalia al fallimento. E’ rischioso mischiare demagogia a battute. Non stiamo giocando a poker e se Berlusconi ha un’altra proposta per Alitalia sarebbe meglio che la dicesse, altrimenti Alitalia fallisce”.
Intanto è stato convocato per il 10 Marzo il cda di Air France-Klm per decidere se presentare l’offerta vincolante per acquisire Alitalia. Il 14 marzo scade il termine indicato dal Tesoro dopo la scelta del colosso d’oltralpe per la trattativa in esclusiva. Manager del gruppo hanno incontrato tecnici del ministero del Lavoro italiano per verificare l’applicazione degli ammortizzatori sociali per 2.000-3.000 lavoratori che potrebbero uscire fra Alitalia Fly e Alitalia Servizi.  (ore 10:00)