Roma – Si conclude con un atterraggio di fortuna il turbolento volo durato tre anni del presidente e ad di Alitalia, Giancarlo Cimoli. Quasi uno schianto a dire il vero dato che il vettore sta vivendo uno dei peggiori periodi della sua storia. Al suo posto il Governo, pare lo stesso ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, ha chiesto a Berardino Libonati la sua disponibilità ad assumere l’incarico di presidente di Alitalia. Una richiesta cui Libonati non ha potuto rispondere che positivamente.
Il Tesoro ha anche reso nota la lista dei consiglieri che saranno nominati dall’assemblea degli azionisti convocata per i giorni 22 e 28 febbraio. L’elenco comprende anche Aristide Police, Giovanni Sabatini (già presente in consiglio), Carlo Santini e Luciano Vannozzi. Nella lista non figura il nome di Giancarlo Cimoli, presidente e ad di Alitalia dal maggio 2004.
Tutta la storia del manager all’interno del Gruppo è stata, per la verità, piuttosto travagliata, a cominciare dal suo arrivo alla Magliana in un momento in cui il fallimento dell’allora compagnia di bandiera sembrava dietro l’angolo e con le perdite che toccavano livelli record e una liquidità di cassa, ridotta a 200 milioni di euro, che consentiva una sopravvivenza di pochi mesi.
Ma nel 2006 l’impossibile si è verificato, la situazione è ulteriormente precipitata. All’inizio del gennaio 2006, infatti, i sindacati hanno dichiarato sciopero e danno vita ad un blocco ad oltranza che ha messo a terra gli aerei Alitalia per una settimana. Solo una convocazione del Governo per il primo febbraio è riuscita ad interrompere la protesta. Già l’anno scorso si inizio a parlare di un cambio della guardia ai vertici della compagnia ma con l’imminenza delle elezioni politiche e di un possibile cambio di maggioranza, l’azionista preferì soprassedere. In primavera è arrivato il nuovo azionista, il ministro Tommaso Padoa-Schioppa che assicura la “piena fiducia’” a Cimoli.
Nel frattempo però i dati sui conti contribuiscono a fare agitare le acque: dopo avere perso oltre 160 milioni di euro nel 2005, nel primo semestre del 2006 si allontana la prospettiva di un ritorno al pareggio a fine anno. Il dossier Alitalia torna a Palazzo Chigi e spunta l’ipotesi di un’alleanza internazionale. Cominciano i colloqui esplorativi tra Alitalia ed Air France che però non porteranno a nulla. E poi l’annuncio a sorpresa del primo dicembre: il Tesoro cederà la quota di controllo di Alitalia e apre la procedura di privatizzazione.
A gennaio si dimettono prima il consigliere Gabriele Checchia e poi Jean Cyril Spinetta. Dimissioni, queste ultime, che faranno decadere il cda. L’era Cimoli si chiude quindi con il pesante bilancio di perdite di 380 milioni nel 2006. (ore 9:00)

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