Cimoli, giallo sulla presunta liquidazione

Cimoli, giallo sulla presunta liquidazione

Roma – Dall’annunciata rimozione dalla qualifica di ad di Giancarlo Cimoli all’Alitalia (gli dovrebbe subentrare Carlo Libonati, ndr.) non si fa che parlare della fantasmagorica buona uscita da 8 milioni di euro che gli spetterebbe da contratto.
Chiaramente fioccano le polemiche e al coro dei detrattori si è aggiunta la voce di Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, che ha dichiarato: “Otto milioni di euro di liquidazione per due anni e mezzo alla guida dell’Alitalia, se rispondesse alla verità, sono una cifra scandalosa e inconcepibile per una compagnia aerea che perde un milione di euro al giorno. Nessuno vuole aprire processi o fare della inutile demagogia sulla discutibile gestione manageriale di Cimoli ma il Tesoro, in quanto azionista pubblico, ha il dovere di fare chiarezza su questa incredibile vicenda – ha sottolineato il leader della Cisl – Non possono essere i contribuenti italiani ne’ tantomeno i dipendenti dell’Alitalia a pagare il conto salato di una gestione fallimentare della nostra compagnia di bandiera in questi anni. Non si possono chiedere sacrifici ai lavoratori e poi dare questi segnali in controtendenza. Occorre legare gli stipendi e le liquidazioni dei manager ai risultati effettivamente raggiunti, come il sindacato propone che si faccia anche per i lavoratori”. A fare chiarezza sul punto, intanto, ci ha pensato l’avvocato Trifirò, legale di Cimoli, dichiarando che il manager “non riceverà alcuna buonuscita per l’addio anticipato dal vertice di Alitalia, non vi è alcun contratto che garantisca al manager 8 milioni di euro in caso di recesso anticipato, né vi è alcuna trattativa tra Cimoli e il ministero dell’Economia su una qualsiasi buonuscita”. (ore 9:00)

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