Roma – Dall’incontro svoltosi ieri alla Magliana fra i manager di Alitalia, Air France e i sindacati del vettore italiano, sono venute fuori alcune conferme. In primis quella che riguarda l’intenzione della compagnia franco-olandese di acquistare solo alcune delle attività di AZ Servizi, ed in particolare quelle che riguardano la manutenzione leggera e parte dei servizi di handling aeroportuale.
Praticamente Air France si “accollerebbe” solo 3.200/3.300 dipendenti su un totale di 7.600 di AZ Servizi.
Restano escluse, infatti, molte attività, fra le quali la manutenzione pesante affidata agli stabilimenti Atitech di Napoli i cui dipendenti erano ieri fra quelli che presidiavano il cortile del Centro direzionale Alitalia.
Le restanti attività resteranno ad AZ Servizi che avrà un nuovo assetto azionario con una quota dell’80% in mano alla finanziaria del Tesoro Fintecna.
A placare le preoccupazioni dei sindacati èi intervenuto Prato: “Non ci saranno licenziamenti ma solo soluzioni non traumatiche – ha dichiarato nel corso del confronto a via della Magliana – Dei 1.600 esuberi individuati da Air France-Klm nell’offerta per Alitalia Fly, 500 interesserebbero i piloti, 600 gli assistenti di volo e 500 gli assistenti di terra”.
Cambiano anche le posizioni del ministro Alessandro Bianchi, fino ad oggi abbastanza favorevole alla “fusione”.
“Più che un’offerta, quella di Air France sembra un diktat pieno di clausole vessatorie, al punto che oltre ad essere inaccettabile lascia anche dubbi sulle reali intenzioni finali. La valutazione odierna è di 10 centesimi per azione, ben diversa da quella di 35 centesimi dell’offerta non vincolante, che era stata una delle motivazioni principali per scegliere l’offerta di Air France-Klm rispetto a quella di AP Holding. Poiché ho sempre pensato che sarebbe stato opportuno tenere aperte le due offerte contemporaneamente – osserva Bianchi – trovo conferma della correttezza di quella linea che, purtroppo, non è stata praticata. Quanto alle implicazioni sull’offerta di trasporto aereo nel nostro Paese, non vi sono dubbi sulle forti penalizzazioni che ne deriverebbero sia per la qualità dei servizi ai passeggeri che per la mobilità delle merci – ha rilevato il ministro – Per queste ultime, in particolare, è prevista la definitiva chiusura entro tre anni del settore cargo, con evidenti contraccolpi soprattutto per l’imprenditoria del nord. Infine, per quanto riguarda i livelli occupazionali, non può sfuggire che ai 1.600 esuberi direttamente richiesti si dovranno sommare quelli dei settori che rimarranno fuori dal perimetro di AZ Service, quelli del cargo nonché quelli conseguenti al ridimensionamento di Malpensa. In conclusione – ha detto Bianchi – poiché l’obiettivo primario resta quello non solo di evitare il fallimento di Alitalia ma di rilanciarne il ruolo e l’immagine come Compagnia di riferimento del Paese, credo si debba lavorare sia per chiedere di modificare in modo significativo l’offerta di AF, sia per acquisire nuove e più costruttive offerte da parte di altri operatori”.
Il  candidato premier de “La Si