Roma – Non si risanano i conti dell’Alitalia. Le perdite aumentano di anno in anno accrescendo il deficit della compagnia. Ieri il consiglio d’amministrazione ha approvato l’ultima trimestrale, chiusasi con 130 milioni di perdite, mentre l’intero anno registra un buco di 405 milioni prima delle imposte. Restano in cassa 405 milioni appena sufficienti per un periodo superiore ai 12 mesi. Effettuata l’analisi dei conti, le cause sono attribuite all’elevato costo del carburante (+147 milioni), al mancato raggiungimento del contenimento degli altri costi, alla fortissima crescita della pressione dei vettori low cost e alla conflittualità sindacale cui è attribuita la responsabilità di perdite per 100 milioni. Si è comunque ancora cauti nel considerare la svalutazione della flotta in quanto essa risulta fortemente condizionata dalla procedura di privatizzazione visto che lo Stato ha dichiarato di voler cedere ai privati la soglia minima di azioni messa in vendita dal ministero del Tesoro nel capitale dell’Alitalia. (Ore 12:15)