Roma – Sebbene transitorio, il provvedimento che dalla mezzanotte di oggi ha ribassato di due centesimi al litro il prezzo di benzina e gasolio, allevia comunque le pene degli automobilisti italiani che si apprestano a mettersi in viaggio in occasione delle festività pasquali.
Il via al minisconto temporaneo, che verrà reiterato se scatteranno ulteriori aumenti trascinati dal caro-barile, è venuto con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto dei ministeri dello Sviluppo economico che riduce l’accisa, così come disposto dall’ultima legge Finanziaria e perdurerà fino al 30 Aprile.
Ieri il gasolio ha toccato un nuovo picco, portandosi a 1,379 euro al litro, ormai ad un passo dalla benzina, che – millesimo più, millesimo meno – viaggia attorno a quota 1,40 euro.
Il meccanismo ideato è abbastanza semplice: quando il prezzo medio del greggio nel periodo preso a riferimento supera di 2 centesimi quello fissato nel Dpef, pari a 71 dollari al barile, il surplus dell’Iva viene bilanciato attraverso una riduzione transitoria dell’accisa e, per questa via, torna nelle tasche dei cittadini, che di fatto pagano meno il pieno. La Finanziaria stabilisce che il Governo possa intervenire ogni tre mesi. Ma la prima attuazione delle nuove misure è tarata sul primo bimestre di quest’anno, che ha visto il greggio schizzare a livelli record, ben oltre la soglia dei 100 dollari al barile.
Il provvedimento porta transitoriamente a 547,17 euro per mille litri l’accisa sulla benzina e a 406,17 euro per mille litri quella sul gasolio. Per il Gpl l’accisa passa invece a 210,94 euro per mille chilogrammi, mentre viene azzerata quella sul gas naturale.
Il tutto vale, nelle valutazioni delle associazioni dei consumatori, circa un euro in meno a pieno.
«Un’attenta azione di monitoraggio su eventuali scostamenti dalla media del prezzo europeo – ha assicurato il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani –  proseguirà per evitare che alle tensioni del prezzo possano aggiungersi comportamenti speculativi. Resta urgente riprendere le norme di riforma della distribuzione dei carburanti contenute nella cosiddetta terza lenzuolata rimasta ferma al Senato». (ore 10:00)
 

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