Roma – I sindacati muro contro muro contro il governo Prodi sulla vicenda Alitalia. Non si fa nessuna trattativa con i diktat  <<firmate o c’è il fallimento per poi scaricare sul sindacato le responsabilità di un non accordo quando da 18 mesi il presidente del Consiglio, Prodi, ed il ministro dell’Economia, Padoa Schioppa, sono latitanti>>.
Sono le dure parole del numero uno della Fit-Cisl, Claudio Claudiani il quale replica cos’ a tutti coloro che nel centro-sinistra e anche nel centro-destra tendono a mettere il sindacato sul banco degli imputati nella drammatica trattativa per la cessione di Alitalia alla francese Air France. <<Noi non sogniamo, sono 18 mesi che aspettiamo un segnale dal Governo – dice  Claudiani – nè Prodi nè Padoa Schioppa hanno mai sentito il dovere di incontrare ed ascoltare i sindacati: noi per mestiere e competenza trattiamo sempre per fare accordi, per portare a casa gli accordi migliori possibili e siamo pronti a proseguire il negoziato con Air France, ma anche a prendere in considerazione ipotesi alternative>>.
<<Continuiamo ostinatamente a cercare una trattativa vera con Air France>>, gli fa eco Nicoletta Rocchi, segretario confederale della Cgil, la quale sottolinea come i sindacati non abbiano mai respinto il negoziato con la compagnia franco-olandese, ma il metodo del “prendere o lasciare” utilizzato da Spinetta. <<Cercare un accordo – precisa la Rocchi – richiede tempo, mentre l’ultimatum di Air France-Klm ad Alitalia, Governo e sindacati scade a fine mese. Dicono che bisogna decidere subito – accusa il segretario confederale della Cgil – ma sono stati loro a mettere tra le condizioni il beneplacito del prossimo Governo>>.
Padoa Schioppa non ammette alternative. <<Quel che stiamo rilevando è prima di tutto una drammatica perdita del senso della realtà –  ha detto il ministro dell’Economia al Financial Times – La gente sta continuando a sognare che c’è ancora tempo, che esistono acquirenti alternativi e soluzioni alternative. L’Alitalia ha ossigeno per poche settimane. La tempistica é quella imposta dalle condizioni della compagnia, qualunque cosa i politici al riguardo possano pensare. Non siamo nell’ambito della discrezione politica, ma in quello delle dinamiche di una crisi economica e finanziaria. Qui ciascuno sta giocando alla politica del “rischio calcolato”, ma il centro di gravità di questa compagnia è stato spinto in modo irresponsabile oltre l’orlo del baratro>>.
Interviene anche Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, secondo il quale Berlusconi su Alitalia <<sta facendo insider trading facendo credere contrariamente al vero che c’è qualcuno che vuole comprare Alitalia>>. Secondo Di Pietro queste <<operazioni prima si fanno poi si annunciano. Annunciare per creare distorsione del mercato è un reato e io ritengo che farlo soprattutto sotto elezioni sia immorale e illegale>>. (ore 09:00)