Roma – Al termine di una riunione a Palazzo Chigi fra il Presidente del Consiglio Romano Prodi, il ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa, il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta e l’amministratore delegato delle Fs Mauro Moretti, il Governo ha approvato il piano industriale delle Fs che prevede: l’acquisto di 1.000 nuovi treni per il trasporto pendolare entro il 2011 con un investimento di 6,4 miliardi di euro da Stato e Fs; il pareggio del Mol alla fine del 2007 (con un recupero di 800 milioni di euro) e il raggiungimento di un utile complessivo entro il 2010 (entro il 2011 per il settore merci).
L’incremento dei servizi di trasporto, a quanto è emerso, sarà del 35-36% rispetto agli standard attuali mentre nelle grandi città potrà arrivare anche al 70-100%.
Sul nodo esuberi, si punta l’attenzione sulle modalità di riconversione produttiva, più che di uscite di personale, legate all’innovazione tecnologica: entro il 2007 le uscite, legate al turn over, dovrebbero essere 4.500 a fronte di 1.000 nuove assunzioni di cui la metà a tempo determinato. Confermato che con le nuove tecnologie si arriverà al macchinista unico, perché l’Italia è l’unico Paese al mondo che non ce l’ha.
Il governo ha dunque assicurato il suo appoggio attivo nell’attuazione del piano, per portare fuori le Fs da una situazione di rosso finanziario pesantissima.
Il sì politico dell’Esecutivo al piano industriale delle Fs verrà accompagnato da apposite leggi.
Le risorse dello Stato, infatti, saranno misurate e non ci saranno fino al 2011 finanziamenti aggiuntivi fuori sacco.
Resta invece aperto il nodo risorse, che dovrà essere ulteriormente oggetto di confronti con il governo e i ministri competenti mentre, forti del disco verde politico arrivato dal governo, le Fs avvieranno ora tavoli con i sindacati, amministrazioni locali e regionali. Le risorse di cui le Ferrovie comunque necessitano, potranno arrivare anche dagli adeguamenti tariffari. La filosofia del piano, secondo quanto si apprende, prevede che i costi complessivi delle ferrovie siano inferiori a quelli degli altri Paesi. (ore 10:00)

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