Roma – In una nota congiunta, Faib/Aisa Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc Confcommercio, hanno annunciato lo sciopero dei benzinai dal 6 all’8 Giugno.
La protesta ancora una volta si indirizza contro il ddl Bersani sulle liberalizzazioni e secondo gli organizzatori è “l’unica risposta possibile all’atteggiamento irresponsabile di un Governo che si prepara a trasformare in legge un provvedimento che cancella una intera categoria di lavoratori, sfascia una rete distributiva strategica per il Paese e che assicura da sempre capillarità e servizio alla comunità, inganna i cittadini ed i consumatori mistificando sulle reali ragioni e futuri effetti della sua iniziativa. Tutto questo – si legge ancora nella nota – al solo scopo di speculare sulla propaganda alimentata annunciando fasulli ribassi dei prezzi della benzina, per rimontare la palese perdita di credibilità e di consenso tra la gente, i lavoratori, la collettività. Dietro parole feticcio – liberalizzazione, consumatori, concorrenza – questa classe dirigente pasticciona e poco preparata prova a nascondere i consueti giochi di potere, questa volta finalizzati a favorire gli amici e portare in dote alla grande distribuzione organizzata una consistente fetta della torta di un mercato che per i gestori vale 35 millesimi di euro al litro ed uno stipendio per sopravvivere, ma che per loro costituisce l’obiettivo di un fatturato complessivo di oltre 40 miliardi di euro ogni anno. In questo quadro – conclude il comunicato –appare assolutamente funzionale al disegno del Governo ed al rafforzamento del controllo sociale, l’atteggiamento che stanno assumendo le compagnie petrolifere, disponibili a spartire mercato e profitti con la grande distribuzione e pronte a conculcare persino i diritti contrattuali dei gestori, facilitando l’espulsione della categoria. Anche per queste ragioni, oltre che per difendere democraticamente lavoro e diritti legittimi, i gestori intendono, attraverso le agitazioni e le chiusure proclamate, gridare forte la propria opposizione e indisponibilità ad arrendersi a questi atteggiamenti protervi e prepotenti. Confidando nel fatto di poter contare sulla comprensione e la solidarietà di una larghissima parte della popolazione che, di volta in volta, appare sempre più costretta a difendersi”. (ore 15:20)