Roma – Con un emendamento al ddl Bersani, presentato dal relatore Andrea Lulli, Governo e maggioranza tentano un’accelerazione della liberalizzazione ferroviaria e una profonda riforma del rapporto fra Stato e ferrovie. L’amministratore delegato delle ferrovie, Mauro Moretti, in una riunione con i sindacati tenutasi lo scorso mercoledì, ha confermato la linea dura delle Fs secondo cui saranno eliminati i servizi considerati non remunerativi e non pagati dallo Stato. Quelli che una volta si chiamavano “rami secchi” saranno cancellati dalle Fs se non sarà il Tesoro, con adeguati fondi, ad accollarseli. Il nuovo emendamento tuttavia, rende tutto più limpido. Anzitutto, l’impresa ferroviaria potrà iscrivere a bilancio come crediti i mancati trasferimenti dal Tesoro a fronte della fornitura di treni coperti dall’obbligo di servizio. Poi, il piano dei treni sovvenzionati sarà il frutto di un procedimento che comporta prima l’individuazione da parte di Fs dei treni non remunerativi, poi dei fondi disponibili da parte del Cipe, infine dell’eliminazione dei servizi che risulteranno eccedenti rispetto alle disponibilità finanziarie. La Camera voterà l’emendamento Lulli la prossima settimana. (ore 12:45)