Torino – La sua aria placida non è certo quella che s’immagina debbano avere i grandi Generali, ma Sergio Marchionne davanti alla “battaglia” affrontata per tirare fuori Fiat dalla crisi in cui era piombata, si è comportato né più, né meno che da grande stratega alla stregua del miglior Napoleone Bonaparte, e di questo lui ne è consapevole.
“Ho portato Fiat fuori dal tunnel, anche se nessuno ci credeva – ha dichiarato l’ad di Fiat in un’intervista al quotidiano Repubblica – All’inizio avevo sottovalutato alcune cose per mia ignoranza. Pensavo che la situazione complessiva dell’ azienda fosse meno grave di quella che era. Non avevo tenuto in conto la collocazione della Fiat nel sistema finanziario e politico di un paese dove tutti parlavano della sua crisi e scommettevano che non ce l’ avrebbe fatta. Fino a quando non ci siamo sganciati dalla Gm non c’é stato un articolo o un commento positivo e incoraggiante. Avevo anche sottovalutato la capacità dei nostri dirigenti, con i quali abbiamo costruito una squadra che oggi risponde alla velocità della luce”, ha aggiunto.
Confermando la propria presenza al timone del gruppo automobilistico torinese anche dopo il 2010, il manager ha annunciato il lancio di un nuovo piano: “Il progetto sarà pronto già a fine 2009 e comprenderà il periodo 2010-2015. Ce l’ho in testa e ci stiamo lavorando. Sarà quello di una nuova Fiat, diversa da come lo era in passato e anche di come lo è oggi, più internazionale di quanto non lo sia mai stata”. Una nuova scommessa è alle porte, quindi, e Marchionne è pronto a calarsi nuovamente nei panni del Generale e rituffarsi a capo chino in prima linea… (ore 14:00)