Roma – “Ne rimarrà solo uno..” recitava una battuta del film del 1985 “Highlander, l’ultimo immortale”.
E’ così è anche per Alitalia. Dopo il ritiro della cordata russa guidata da Aeroflot dalla gara per l’aggiudicazione dell’ex compagnia di bandiera italiana, in lizza, attualmente, è rimasta la sola Air One.
Se questa sia una buona notizia o meno, al momento non chiaro. La compagnia guidata da Carlo Toto, infatti, dopo l’incontro di ieri con le nove sigle sindacali in vista della scadenza dei termini per la presentazione delle offerte vincolanti fissata per il prossimo 12 luglio, ha presentato un piano di rilancio che prevede il taglio di 2.350 posti di lavoro.
In particolare, il piano di esuberi, che riguardano solo Alitalia Fly, presentato da Toto per il periodo 2008-2012 prevede circa 550 prepensionamenti, 1.400 tagli al personale di terra, 300 ai piloti e 100 agli steward. Secondo le indiscrezioni trapelate a fine riunione, Toto intende inoltre aumentare la produttività anche riscrivendo tutti i contratti del personale “con la massima potenzialità d’impiego”. Toto ha poi confermato una crescita del fatturato di oltre il 10% già a partire dal 2008 e un ritorno all’utile al più tardi in due anni. La rete internazionale e intercontinentale sarà ristrutturata con una intensificazione del lungo raggio. Sul medio raggio, gli Airbus sostituiranno gli MD80 e ci sarà un aumento dei “Regional Jet”.
Intanto è di ieri la notizia che la Consob ha chiesto al ministero dell’ Economia “informazioni sulle procedure di vendita di Alitalia” e della scadenza del 12 luglio”. Il garante di Borsa ha inoltre invitato Ap Holding e Unicredit-Aeroflot, le due cordate fino ad oggi interessate alla privatizzazione, “a fornire, se lo riterranno utile, ulteriori elementi affinché il mercato possa valutare al meglio la situazione”. (ore 9:40)