Libonati lascia Alitalia, arriva Prato

Libonati lascia Alitalia, arriva Prato

Roma – Le brutte notizie non sembrano avere mai fine per Alitalia. Ieri sera il presidente protempore della compagnia, Berardino Libonati, che il Tesoro aveva nominato lo scorso febbraio per traghettare il vettore fuori dalla crisi, ha rimesso il proprio mandato.
Non una decisione del tutto inattesa, per la verità, visto che al rinomato professore, nonché avvocato di fama internazionale e consigliere di Mediobanca (con una lunga serie di incarichi di vertice in istituti di credito di primo piano, dal Banco di Sicilia fino alla Banca di Roma di cui è oggi presidente, vanta anche una parentesi alla presidenza di Telecom e Tim), era stato affidato un mandato ben preciso: traghettare la compagnia nella mani del futuro acquirente privato. Chiusa bruscamente l’asta, dopo il ritiro dell’Ap Holding di Carlo Toto, e in uno scenario completamente mutato, il suo incarico, nei fatti, veniva così a cadere.
Ad annunciare le dimissioni del presidente di Alitalia è stata la stessa compagnia che in una nota ha fatto sapere: “Libonati ha rimesso in data odierna la sua rinunzia agli uffici di presidente e consigliere di amministrazione dell’Alitalia. Il prof. Libonati ha motivato la rinunzia di cui sopra, dopo aver rammentato di aver accettato l’incarico in stretta correlazione alla procedura di vendita promossa dall’azionista di maggioranza della compagnia, in conseguenza della chiusura di detta procedura di vendita e delle prospettive che la società deve affrontare di apertura a soluzioni propriamente operative per cui – spiega Alitalia – ha ravvisato la necessità di capacità ed esperienze manageriali e conoscenze del settore. Si ricorda che il professor Libonati – conclude la compagnia – rientrava fra gli amministratori indipendenti e non era esecutivo, in quanto allo stesso non erano state conferite deleghe gestionali”.
Contemporaneamente “il ministero dell’Economia e delle Finanze – si legge nella nota del dicastero di Via XX Settembre – prende atto delle dimissioni dal consiglio di amministrazione e dalla carica di presidente di Alitalia presentate dal Professor Berardino Libonati, al quale esprime un vivo ringraziamento per il prezioso lavoro svolto in questi mesi per l’azienda. Il ministero comunica –
continua la nota – che i dirigenti del Tesoro presenti nel consiglio di amministrazione di Alitalia proporranno al prossimo Consiglio di cooptare il dottor Maurizio Prato nella carica di presidente e di attribuire allo stesso ampie deleghe di gestione. Ciò anche in considerazione della pluriennale esperienza manageriale maturata in primarie società dal Dottor Prato, ivi comprese quelle nello stesso settore del trasporto aereo, nonché in processi di ristrutturazione aziendale e di privatizzazione. La decisione del governo –
ribadisce il ministero dell’Economia – di cedere il controllo della società Alitalia viene confermata. Il ministero auspica che la nuova alta direzione di Alitalia provveda a individuare tempestivamente soggetti industriali e finanziari disponibili ad acquisire il controllo della Società. Tali soggetti dovranno essere impegnati a promuovere il risanamento, lo sviluppo e il rilancio di Alitalia, tenendo conto dei profili di interesse generale ritenuti imprescindibili da parte del governo in un’ottica di continuità e adeguatezza del servizio di trasporto aereo in Italia. Il ministero valuterà con piena disponibilità le modalità tecniche di cessione del controllo che la Società formulerà ai propri azionisti”.
E’ una carriera ricca di poltrone eccellenti quella di Maurizio Prato. Nato a Foligno nel 1941, laureato in Giurisprudenza e Economia e Commercio, ex ufficiale della Guardia di Finanza, ha ricoperto, dal 1978, numerosi incarichi direttivi in società pubbliche. Dal 1978 al 1989 è stato prima vice direttore generale Italstat, poi direttore generale della Sifa, società del Gruppo IRI operante nel settore immobiliare, finanziario, del capital market e del merchant banking. Dal 1989 al 1998 e’ stato condirettore generale Italstat, vicepresidente Autostrade e amministratore delegato di Autostrade international e di Bonifica. Dopo essere stato direttore generale di Iritecna, nel complesso momento di fusione tra Italstat e Italimpianti è stato responsabile della direzione pianificazione e controllo IRI ricoprendo cariche di consigliere di amministrazione e di componente di comitato esecutivo delle principali aziende controllate: Alitalia, Finmeccanica, Fincantieri, Cofiri, Stet, Telecom, Iri management. Dal 1998 al 2003 ha rivestito incarichi al vertice di IRI, direttore centrale, e di Fintecna, presidente operativo, oltre ad essere stato consigliere di Amministrazione in Rai holding, Finmeccanica e Alitalia. Fino ad oggi presidente e ammnistratore delegato di Fintecna e presidente di Grandi Stazioni. Sposato con due figli ha ricevuto per i suoi meriti direttivi la Gran Croce della Repubblica italiana.
Reazioni positive alla nomina di Maurizio Prato per il vertice di Alitalia vengono dai sindacati di Alitalia.
L’Anpac definisce la scelta fatta un elemento di “serenità e di stabilità. Il fatto che Prato sia presidente di Fintecna – spiega il presidente dell’associazione dei piloti – fa capire la volontà di proseguire il percorso di risanamento per l’azienda il cui problema più grande e’ forse proprio il contratto tra Alitalia fly e Alitalia servizi”. Positivi i commenti alla nomina di Prato da parte della Filt Cgil. (ore 9:30)

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